Google Street View intercettava su reti wireless private dati sensibili o particolarmente delicati (password, codici bancari, dati medici, stralci di e-mail)

Secondo gli accertamenti effettuati dalle autorità francesi (in particolare la CNIL, che ha funzioni analoghe al nostro Garante per la protezione dei dati personali), i dati intercettati “non intenzionalmente” dalle Google-Car usate per realizzare il servizio Google Street View sarebbero di natura sensibile o, comunque, conterrebbero informazioni particolarmente delicate, compreso password, codici bancari, dati medici, frammenti di e-mail, etc.

La notizia è stata diffusa da Repubblica in un articolo di Tiziano Toniutti (dal titolo “Si complica il caso Google Street View. Password tra i dati intercettati“), ove si legge che:

Tra i frammenti di informazione memorizzati dalle vetture che fotografano le strade di tutto il mondo per conto dell’azienda americana, ci sarebbero anche password, frammenti di e-mail e altri dati privati.

(…)

L’agenzia di sicurezza francese CNIL ha rilevato la presenza di queste informazioni esaminando i dati raccolti da Google. Gli elementi sensibili sarebbero stati “pescati a strascico” mentre le Google-car, le auto con la speciale macchina fotografica che realizza le immagini delle mappe 3D, assorbivano informazioni sulle reti wireless locali perché poi Google potesse sviluppare dei servizi basati sulla geolocalizzazione. Il CNIL è una delle organizzazioni che nel mondo hanno chiesto a Google copia dei dati raccolti in giro per il mondo e sta valutando se avviare azioni legali contro l’azienda.

(…)

Sulla natura e sui contenuti dei dati viene chiarito quanto segue:

Esaminando l’imponente mole di informazioni fornite da Mountain View, il CNIL ha dichiarato che all’esame dell’agenzia, parte di questi dati contiene dati sensibili. Nello specifico, dichiara Alex Turk, direttore dell’agenzia, “informazioni che comprendono codici bancari e dati medici, password e stralci di messaggi e-mail“. Insomma il massimo della sensibilità dei dati.

In Italia il caso è già da tempo sotto l’attenzione del Garante per la protezione dei dati personali e della Procura.

Visto l’esito dell’indagine da parte delle autorità francesi, è prevedibile che non tarderanno ad arrivare i riscontri delle autorità italiane.

Il caso è esploso con un certo vigore anche in america. L’articolo di Toniutti precisa, al riguardo, che

Negli Usa, intanto, le Google-car sono all’attenzione del Congresso, e sono già diverse le azioni legali intraprese dai singoli stati contro Mountain View. Il Connecticut in particolare guida un’inziativa multi-stato, volta a fare luce sui comportamenti dell’azienda. Richard Blumenthal, senatore locale, denuncia l’invasione nella privacy personale di Google: “Street View non può significare visione completa”, dichiara Blumenthal. “Come non può significare la possibilità di entrare nelle reti private dei cittadini e risucchiare dati e informazioni personali. Gli individui hanno diritto di sapere che tipo di dati Google ha raccolto, e perché Google ha intercettato queste informazioni”. L’invito è esplicito: Google deve fare chiarezza su vari aspetti della vicenda rimasti oscuri, tra cui il motivo per cui ha salvato nei propri archivi informazioni che sarebbero state, nelle parole dell’azienda, raccolte non intenzionalmente.

Vedremo insieme gli sviluppi della vicenda e le ripercussioni nel nostro Paese.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

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