Google Street View e le intercettazioni wi-fi. La procura di Milano avrebbe sollecitato il Garante dal 2008

Sull’indagine avviata dal Garante per la privacy relativamente alle captazioni delle conversazioni wi-fi da parte di Google nell’ambito delle attività di sopralluogo  effettuata dalle Google Cars per l’acquisizione delle immagini da inserire nel servizio Google Street View, leggo con sopresa il lancio dell’ANSA che riporta le parole del PM milanese Robledo (noto per aver condotto con il suo collega Cajani l’accusa contro Google nel processo scaturente dalla pubblicazione on-line del video che riproduceva le vessazioni al minore disabile):

-’Meglio tardi che mai, fa piacere che alle parole del 2008 seguano fatti nel 2010′. Cosi’il pm milanese Robledo sull’istruttoria per Google.I pm Robledo e Cajani criticano cosi’ i tempi dell’inchiesta del garante per la privacy dopo che loro l’avevano chiesta 2 anni fa. Il garante dovra’ verificare liceita’ e correttezza del trattamento dati personali fatto da Google nel servizio Street View’. (…)

Stando alle parole di Robledo riportate dall’ANSA, il Garante si sarebbe mosso tardi, con due anni di distanza dalle segnalazioni dei PM. Si sarebbe mosso solamente ora, in coincidenza con l’esplosione mediatica del caso e le ammissioni di Google.

Pare di intuire che, se il caso era già da tempo all’attenzione dei PM, ci si può  aspettare a breve l’avvio di ulteriori procedimenti penali a carico di Google.

Ci sarebbe da domandarsi, però, se la procura non stia aspettando l’esito delle indagini effettuate dal Garante per muoversi.

In fini dei conti, stando sempre a quanto riportato dall’ANSA, l’interessamento della procura risalirebbe a due anni fa e, disponendo la Procura di strumenti di indagine propri, si sarebbero dovuti vedere già degli esiti, nel senso dell’archiviazione o della richiesta di rinvio a giudizio, indipendentemente dalle scelte dell’Authority.

Oppure i fatti sarebbero stati ritenuti a monte privi di rilevanza penale?

Oltre alla normativa penalistica a tutela delle comunicazioni, incluso quelle telematiche, potrebbe ritornare in considerazione il reato di trattamento illecito di dati personali di cui all’art. 167 d.lgs. 196/2003.

Attendiamo insieme gli sviluppi, senza allentare l’attenzione.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

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