Elementi investigativi sulla scomparsa di Sarah Scazzi: Cellulare, Facebook, YouTube, Musica, Religione. Sequestrati i profili di Sarah su Facebook, gestiti dalle amiche

Le investigazioni sulla scomparsa di Sarah Scazzi proseguono. Il sospettato non è stato fermato, in quanto non vi erano elementi sufficienti.

Le indagini prosegueno su diversi fronti. Sicuramente significativa è l’apertura dei tre profili di Sarah, gestiti, a quanto pare, da sue amiche, che provvedevano ad inserire foto, messaggi e accettare amicizie per suo conto.

La cosa, ritenuta alquanto anomala, è più frequente di quanto si possa pensare. L’apertura di profili diversi costituisce, ad esempio, una strategia normale per chi vuole evitare contatti, anche virtuali, con “amicizie” non più gradite, senza necessità di interromperle, oppure per chi vuole tenere distinti i contatti tra ambienti diversi, dedicando un profilo ad una cerchia di “amici” ed un altro profilo ad altra cerchia di “amici”. In tal modo è possibile gestire i consensi alle amicizie su Facebook scegliendo in relazione ad uno o all’altro dei profili attivati sul social network.

La gestione dei profili da parte delle amiche, in realtà, visto che Sarah non pare avesse il computer, mi sembra rientri nella logica (non condivisibile) delle cose. Iscriversi a Facebook, oltre che costituire una moda, può divenire, tra i giovani, fattore decisivo per il mantenimento delle relazioni amicali. Non essere iscritto potrebbe comportare anche l’esclusione di fatto dalle attività (o da alcune delle attività) del gruppo, anche di amici che si frequentano realmente, a cui ci si sente di appartenere.

Che le investigazioni procedano analizzando i gestori dei profili di Sarah su Facebook, i contatti, gli “amici”, i contatti ed i contenuti riconducibili ai profili medesimi mi sembra cosa ovvia ed utile.

La rete viene usata anche per raccolgiere solidarietà, notizie, informazioni, spunti di riflessioni sulla scomparsa di Sarah.

Attualmente sono attivi diversi gruppi.

Quello più numeroso, che al momento in cui scrivo raccoglie ben 23.625 iscritti (ma il numero delle adesioni cresce in continuazione), è stato aperto da una delle cugine della quindicenne scomparsa (“Gruppo per cercare Sarah Scazzi“). E’ visibile a tutti, per scelta di privacy policy, al fine di consentire a chiunque di dare un contributo utile al ritrovamento di Sarah Scazzi.

Accanto a questo gruppo ne sono sorti altri, come ad esempio “500.000 Fans Uniti, Per Trovare Sarah Scazzi“.

Nel leggere i commenti, c’è chi invita a non creare altri gruppi, per evitare di disperdere le forze nelle discussioni, nella raccolta delle notizie e nella gestione di eventuali azioni da organizzare per il ritrovamento.

Dal nuovo Gruppo, quello dei “500.00o Fans…”, viene suggerita un percorso investigativo logico, relativo al cellullare: vero che le celle del cellulare di Sarah Scazzi non davano più segnale dalle 14:50 del giorno della sua scomparsa (26 agosto 2010), ma quali altri cellulari avevano agganciato le medesime celle nello stesso momento o in momenti precedenti e successivi?

Così si recita il commento di “Vito”:

“Un suggerimento che vorrei dare agli investigatori è il seguente: individuare tutti i telefoni cellulari presenti nella cella dove è stato captato l’ultimo segnale del telefono della ragazza e “scremare”, seguendo quelli che subito dopo sono stati captati in (rapido?) allontanamento. Magari è già stato fatto, ma non si sa mai….”

Nessuna informazione è trapelata, al riguardo, dagli organi di stampa.

Altro percorso investigativo suggerito dagli iscritti ai gruppi di Facebook riguarda una pista definita, forse in maniera un po’ forte, “satanica”, ma che potrebbe rivelare l’esistenza di rischi connessi a contatti, anche inconsapevoli, con persone aventi stili di vita “esagerati” o pulsioni, anche occasionali, fuori dall’ordinario.

Il ragionamento iniziale, che si riscontra in alcuni commenti su Facebook, poggia su elementi che meritano comunque di essere presi in considerazione da parte degli investigatori, anche se le conclusioni possono essere le più varie.

In un commento di “Claudio”,  apparso sul noto social network all’interno di una discussione presente nel “Gruppo per cercare Sarah Scazzi”, si legge uno spunto interessante, che riguarda una foto apparsa su YouTube in un video  “Dedicato a Sarah Scazzi”.

Nella foto, riprodotta in apertura di questo post, Sarah dichiara la sua amicizia “4 ever” con “Francy”, firmandosi in maniera del tutto singolare come “Devil95″.

Riporto di seguito sia il viedeo che il commento:

1) il video

2) il commento, che merita di essere riportato per intero:

Le ipotesi possibili sono tante, sono giorni che leggo costantemente questo gruppo e tutte le agenzie di stampa (lo faccio anche come mestiere) e le ultime notizie sulla sparizione di questa ragazzina.

Vorrei far notare una cosa, forse banale,ma comunque in tema… un paio di dettagli che nella normalità sarebbero irrilevanti, però quando si brancola nel buio e in gioco c’è la vita di una “bambina” qualsiasi appiglio è utile.

In questo video fatto da qualche suo amico http://www.youtube.com/watch?v=ZideRMaTeNM#t=2m1s al minuto 2:00 esce una foto di Sarah che evidentemente si firma Devil95. Devil in inglese significa diavolo.

Inoltre, come faceva notare una sua amica in questa bacheca, Sarah ha ben 4 contatti facebook, di cui uno con il nome di “Sarah Buffy”, Buffy è il nome di una serie televisiva su vampiri, demoni, ecc.

Ora potrebbe essere una scemenza, anche perché di nomignoli scemi del tipo “angel&devil” a quell’età è facile darsene, però potrebbe rivelarsi uno spunto utile. Magari Sarah affascinata dal mondo dell’occulto potrebbe essere entrata in contatto con persone poco raccomandabili, che anziché giocare fanno sul serio. Gruppi simili sono stati più volte protagonisti di vicende di cronaca.

Forse per prima cosa bisognerebbe capire quel muro di un’abitazione in costruzione dove si trova, anche perché un ragazzino avetranese (che spero sia stato ascoltato dai carabinieri) ieri ha scritto sul gruppo della Polizia Postale di aver sentito insieme a degli amici delle urla vicino una casa che lui definiva “sgarrata”.

Inoltre basta con questa storia del dire che Sarah non usciva, non aveva Internet ecc. Ok, i genitori sicuramente disorientati tengono a dipingerla così, ma in questo momento quello che conta è ritrovarla.
Chi con lucidità deve affrontare le indagini spero, anzi ne sono certo, non si fermerà alle apparenze, è una quindicenne che come tutte le altre coetanee avrà certamente tanti segreti, tante amicizie, qualche fidanzatino, qualche corteggiatore (magari ossessivo), qualche computer di amici o parenti (prima di sparire non era stata ospite per diversi giorni dalla stessa cugina che ora la cerca tramite Facebook?) dal quale usare seppur sporadicamente Facebook.

A voler dar seguito a questa pista ci sarebbero altre indicazioni, suggerite dal successivo commento di “Alessandra”, apparso sulla stessa pagina:

(…) è difficile che una ragazza di 15 anni, serena e spensierata, si avvicini a un ambiente musicale estremo e si firmi ‘diavolo’. E’vero che abita in una piccola provincia, ma esiste internet con i suoi vari social network, come myspace o facebook, e farsi degli ‘amici virtuali’ che condividono ad esempio gli stessi interessi musicali, è semplicissimo. E’anche strano che Sarah abbia consentito ad alcune sue amiche di gestire i propri social network al suo posto:sarà vero? e se lo è, perché? queste amiche in che modo lo ‘gestivano’? Con chi hanno comunicato e che cosa?

Ad ancora:

Ho letto che la madre di Sarah è testimone di Geova: è vero? Sarah viveva senza problemi la scelta religiosa della famiglia? Il rapporto tra lei e i suoi genitori è sereno e senza ombre?

Si rinvengono alcune conferme.

Dall’articolo ordierno i Giuliano Foschini per la Repubblica, dal titolo “La verità nella stanza di Sarah, tra tacchi, peluche e diari segreti“, si trovano alcuni particolari interessanti:

1) accanto al poster di Avril Lavigne, Sarah Scazzi aveva il poster di Marilyn Manson

Questa è la stanza di Sarah Scazzi, 15 anni, la stanza di una ragazzina sparita. Dicono gli investigatori che qui dentro, in mezzo a questi colori, tra i tacchi e i peluche, nascosti nei poster di Avril ma anche di Marilyn Manson o Dirty Dancing, possa esserci la risposta a una serie di domande. Possa esserci una verità.

2) la madre è testimone di Geova:

“Me l’hanno rubata” piange la madre, Concetta Serrano Spagnola, 49 anni, parole poche e affannate, capelli rossi, una fede da testimone di Geova.

E’ chiaro che vanno evitati facili accostamenti, così come va rigettata con forza ogni affrettata conclusione.

Molti giovani sono attratti non per lo stile di vita, ma per la musica, da cantanti legati al satanismo, senza che con ciò vi sia una necessaria relazione tra fruitore di musica e stile di vita o scelte “religiose” o comportamenti assunti nella vita privata.

La possibilità di conflitto emotivo per il fattore “religioso”, poi, non è detto che vi sia, trattandosi di aspetti legati a variabili del tutto personali.

Il discorso, a mio avviso, potrebbe portare anche ad altre ipotesi.

La condivisione su Facebook di medesimi gusti musicali con altri “amici”, quelli frequentati sui social network e forse non conosciuti a fondo, potrebbe aver determinato l’incremento dei fattori di rischio che Sarah, o le sue amiche che le gestivano i profili, non hanno saputo prevedere, immaginare o calcolare.

Il volto innocente dei quindici anni di Sarah Scazzi potrebbe aver incontrato quello non altrettanto innocente di qualche “amico” con cui uno dei tre profili virtuali di Sarah, gestito dalle amiche, si relazionava, forse anche inconsapevolmente da Sarah, la quale potrebbe essersi ritrovata esposta, nel mondo fisico, a minacce non prevedibili.

Sono supposizioni, che gli investigatori hanno il compito di tradurre in ipotesi di indagine, per verificarne l’attendibilità o per scartarle definitivamente.

Le indagini telematiche sui social network appaiono, dunque, estremamente importanti.

Condivisibili sono le scelte investigative, come emergono dal resoconto giornalistico di Giuliano Foschini, ove si premura di precisare che  gli investigatori

hanno anche sequestrato i ben tre profili Facebook di Sarah. Il computer no, perché non ce l’aveva. A gestire le pagine erano alcune sue amiche che mettevano foto e rispondevano ai messaggi. E anche questa è una cosa che non torna. A proposito, hanno preso anche i diari degli ultimi tre anni. “Se lo sa Sarah, si incazza” ammette la madre.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

Information Society & ICT Law

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