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	<title>Commenti per Information Society &amp; ICT Law</title>
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	<description>Società dell&#039;informazione e Diritto</description>
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		<title>Commenti su Wi-fi e banda laga. Come si rilancia l&#8217;economia (negli USA) di Governo Monti: ministri Passera e Barca rilanciano la Banda Larga &#124; Information Society &#38; ICT Law</title>
		<link>http://www.informationsociety.it/ictlaw/wi-fi-e-banda-laga-come-si-rilancia-leconomia-negli-usa.html/comment-page-1#comment-364</link>
		<dc:creator>Governo Monti: ministri Passera e Barca rilanciano la Banda Larga &#124; Information Society &#38; ICT Law</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 11:05:25 +0000</pubDate>
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		<description>[...] che l&#8217;opinione pubblica si mobilitasse seriamente, perché è per la banda larga che passa una parte importante dello sviluppo sociale, culturale ed economico del nostro [...]</description>
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		<title>Commenti su Wi-fi e banda laga. Come si rilancia l&#8217;economia (negli USA) di Ministro di Internet &#124; Information Society &#38; ICT Law</title>
		<link>http://www.informationsociety.it/ictlaw/wi-fi-e-banda-laga-come-si-rilancia-leconomia-negli-usa.html/comment-page-1#comment-357</link>
		<dc:creator>Ministro di Internet &#124; Information Society &#38; ICT Law</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 09:39:01 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Io appoggio l&#8217;idea. Mi sembra sensata e lungimirante ed in linea con le riflessioni già maturate [cfr. Come si rilancia l&#039;economia (in Italia) e Wi-fi e banca larga. Come si rilancia l&#039;economica (negli USA)]. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Io appoggio l&#8217;idea. Mi sembra sensata e lungimirante ed in linea con le riflessioni già maturate [cfr. Come si rilancia l&#039;economia (in Italia) e Wi-fi e banca larga. Come si rilancia l&#039;economica (negli USA)]. [...]</p>
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		<title>Commenti su Come si rilancia l&#8217;economia di Ministro di Internet &#124; Information Society &#38; ICT Law</title>
		<link>http://www.informationsociety.it/ictlaw/come-si-rilancia-leconomia.html/comment-page-1#comment-356</link>
		<dc:creator>Ministro di Internet &#124; Information Society &#38; ICT Law</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 09:22:38 +0000</pubDate>
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		<description>[...] YouTube                           &#171; Come si rilancia l&#8217;economia [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] YouTube                           &laquo; Come si rilancia l&#8217;economia [...]</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Wi-fi e banda laga. Come si rilancia l&#8217;economia (negli USA) di Come si rilancia l&#8217;economia &#124; Information Society &#38; ICT Law</title>
		<link>http://www.informationsociety.it/ictlaw/wi-fi-e-banda-laga-come-si-rilancia-leconomia-negli-usa.html/comment-page-1#comment-354</link>
		<dc:creator>Come si rilancia l&#8217;economia &#124; Information Society &#38; ICT Law</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 10:53:03 +0000</pubDate>
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		<description>[...] nel suo piano strategico per rilanciare l&#8217;economia, che ho sinteticamente riassunto in un mio precedente articolo e che invito a rileggere nuovamente ora, perché [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] nel suo piano strategico per rilanciare l&#8217;economia, che ho sinteticamente riassunto in un mio precedente articolo e che invito a rileggere nuovamente ora, perché [...]</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Accesso non autorizzato dei dipendenti di una banca ai dati relativi al conto del cliente di Francesco</title>
		<link>http://www.informationsociety.it/ictlaw/accesso-non-autorizzato-dei-dipendenti-di-una-banca-ai-dati-relativi-al-conto-del-cliente.html/comment-page-1#comment-353</link>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 15:07:23 +0000</pubDate>
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		<description>E pensare che un mio conoscente, impiegato di una nota banca, non fa altro tutto il giorno che farsi gli affari degli amici curiosando nell&#039;anagrafica bancaria...Adesso dovrà stare più attento non solo lui ma anche i suoi superiori!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E pensare che un mio conoscente, impiegato di una nota banca, non fa altro tutto il giorno che farsi gli affari degli amici curiosando nell&#8217;anagrafica bancaria&#8230;Adesso dovrà stare più attento non solo lui ma anche i suoi superiori!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su I progressi della robotica: riprodotto il volo naturale degli uccelli di I progressi della robotica: riprodotto il volo naturale degli uccelli ... &#124; ingegneria &#124; Scoop.it</title>
		<link>http://www.informationsociety.it/ictlaw/i-progressi-della-robotica-riprodotto-il-volo-naturale-degli-uccelli.html/comment-page-1#comment-352</link>
		<dc:creator>I progressi della robotica: riprodotto il volo naturale degli uccelli ... &#124; ingegneria &#124; Scoop.it</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Nov 2011 11:07:27 +0000</pubDate>
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		<description>[...]  I progressi della robotica: riprodotto il volo naturale degli uccelli ...           La nostra societ&#224; sta facendo passi enormi nel settore della robotica. Tra non molto &#232; facle prevedere che, con i ritmi di penetrazione delle nuove tecnologie nel tessuto sociale, ci troveremo quotidianamente di fronte a due ...     Source: www.informationsociety.it [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...]  I progressi della robotica: riprodotto il volo naturale degli uccelli &#8230;           La nostra societ&agrave; sta facendo passi enormi nel settore della robotica. Tra non molto &egrave; facle prevedere che, con i ritmi di penetrazione delle nuove tecnologie nel tessuto sociale, ci troveremo quotidianamente di fronte a due &#8230;     Source: <a href="http://www.informationsociety.it" rel="nofollow">http://www.informationsociety.it</a> [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Rimessa alle Sezioni Unite della Cassazione l&#8217;interpretazione sul reato di accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico di Accesso abusivo a sistema informatico: la sentenza della Cassazione a Sezioni Unite &#124; Information Society &#38; ICT Law</title>
		<link>http://www.informationsociety.it/ictlaw/rimessa-alle-sezioni-unite-della-cassazione-linterpretazione-sul-reato-di-accesso-abusivo-ad-un-sistema-informatico-o-telematico.html/comment-page-1#comment-351</link>
		<dc:creator>Accesso abusivo a sistema informatico: la sentenza della Cassazione a Sezioni Unite &#124; Information Society &#38; ICT Law</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Oct 2011 11:04:52 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Cassazione, a Sezioni Unite, sciogliendo la questione rimessa con ordinanza n. 11714 del 2011 (già segnalata in questo post), avrebbe consacrato l&#8217;indirizzo giurisprudenziale secondo cui il reato di [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Cassazione, a Sezioni Unite, sciogliendo la questione rimessa con ordinanza n. 11714 del 2011 (già segnalata in questo post), avrebbe consacrato l&#8217;indirizzo giurisprudenziale secondo cui il reato di [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Anche Apple è tenuta alla garanzia biennale (Aggiornamento) di Ancora sulla garanzia biennale dei prodotti Apple in favore dei consumatori. L&#8217;esperienza di Massimo Russo &#124; Information Society &#38; ICT Law</title>
		<link>http://www.informationsociety.it/ictlaw/anche-apple-e-tenuta-alla-garanzia-biennale.html/comment-page-1#comment-350</link>
		<dc:creator>Ancora sulla garanzia biennale dei prodotti Apple in favore dei consumatori. L&#8217;esperienza di Massimo Russo &#124; Information Society &#38; ICT Law</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 00:01:57 +0000</pubDate>
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		<description>[...] YouTube                           &#171; Anche Apple è tenuta alla garanzia biennale (Aggiornamento) [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] YouTube                           &laquo; Anche Apple è tenuta alla garanzia biennale (Aggiornamento) [...]</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Fabio Bravo riceve il Premio Nazionale Vittorio Frosini, giunto alla Terza Edizione di Su Google Books: Contrattazione telematica e contrattazione cibernetica &#124; Information Society &#38; ICT Law</title>
		<link>http://www.informationsociety.it/ictlaw/fabio-bravo-riceve-il-premio-nazionale-vittorio-frosini-giunto-alla-terza-edizione.html/comment-page-1#comment-339</link>
		<dc:creator>Su Google Books: Contrattazione telematica e contrattazione cibernetica &#124; Information Society &#38; ICT Law</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 14:02:57 +0000</pubDate>
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		<description>[...] dell&#8217;informatica&#8221;  presso l&#8217;Università di Bologna, con la quale ho vinto la terza edizione del premio Frosini [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] dell&#8217;informatica&#8221;  presso l&#8217;Università di Bologna, con la quale ho vinto la terza edizione del premio Frosini [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Dichiarazioni di Sarah Scazzi ad &#8220;Antonio&#8221; sul profilo Facebook &#8220;Sarah Buffy&#8221;. Lui conferma di internetsociety</title>
		<link>http://www.informationsociety.it/ictlaw/dichiarazioni-di-sarah-scazzi-ad-antonio-sul-profilo-facebook-sarah-buffy-lui-conferma.html/comment-page-1#comment-332</link>
		<dc:creator>internetsociety</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Aug 2011 16:42:14 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.informationsociety.it/ictlaw/?p=1642#comment-332</guid>
		<description>Apprezzo il Suo post, perché fornisce diversi spunti di riflessione, sia legati alla fattispecie da Lei richiamata, sia ad un livello più generale. Come ben sa, in caso di scomparsa, così come nelle ipotesi in cui si indaga su una determinata questione (e parlo non solo di investigazioni condotte dalle autorità giudiziarie, ma anche delle indagini giornalistiche [ed intendo riferirmi sia al giornalismo professionale che a quello partecipativo] o di altro tipo) non vi sono ipotesi da scartare a priori ma vanno vagliate tutte, per poi essere analizzate e verificate, validate o invalidate. Ogni indizio ed ogni fonte concorre al fine di giungere, a distanza di tempo, ad una data verità, che anch’essa deve essere poi sottoposta a vaglio. Così come per tutte le verità a cui si perviene dopo un’indagine, la verità, a mio avviso, non può considerarsi mai definitiva, potendo una tesi essere nuovamente invalidata allorché ricorrano elementi contrari, anche a distanza di tempo. Del resto, è la base del metodo scientifico suggerito da Popper, secondo cui una data verità scientifica è tale fin tanto che non venga smentita ed il metodo scientifico, così come quello investigativo, presuppongono l’individuazioni di tesi possibili e la loro messa alla prova, come in una sorta di stress test, per essere smentite ove in ciò si riesca.
Non vedo nulla di strano pertanto se, nei primi giorni dalla scomparsa della quindicenne puglise, siano state vagliate anche le ipotesi legate ai contatti on-line. Il modo di procedere, volto a vagliare l’attività relazionale svolta on-line e tramite telefonia, è ormai prassi investigativa quotidiana (con uso ormai capillare della computer forensics anche al di fuori dei casi di computer crimes, computer related crimes o di cyber crimes). Analizzare l’attività svolta on-line dalla persona scomparsa o dalla vittima, inoltre, non implica necessariamente la demonizzazione della rete o la circostanza che la rete sia piena di aggressori. La rete riflette quello che c’è anche nella realtà, sia in negativo che in positivo.
Sulla fattispecie da Lei segnalata, a me non stupisce tanto che si siano cercati i responsabili anche nella Rete. Basti considerare, tra l’altro, che nei contatti facebook della ragazza di Avetrana c’era anche la cugina, ora implicata nella vicenda. In ogni caso c’erano gli amici delle due ragazze, le cui “conversazioni” on-line possono assumere un significato nel percorso che porta alla scoperta della verità. A livello investigativo andava monitorato tutto, salvo poi fare le verifiche del caso, le quali, ovviamente, spettano agli addetti ai lavori.
Allargando il discorso in termini generali, invece, affermare che la Rete non presenti rischi per i minori che si affacciano on-line finirebbe per essere un po’ riduttivo. Sono d’accordo sul fatto che la Rete non sia fatta di solo pericoli, anzi, che sia il luogo dove si celebrano e si attuano le libertà e i diritti fondamentali della persona, con copertura costituzionale, ad iniziare dal diritto all’informazione, declinato nelle sue diverse accezioni (diritto di rievere e ricercare informazioni; diritto di fare informazione e di manifestare liberamente il proprio pensiero), nonché al diritto di riunione e di associazione, e così via, diritti che la carta costituzionale, all’art. 2, riconosce e garantisce anche nelle diverse formazioni sociali in cui è possibile sviluppare la propria personalità e, dunque, anche su Internet, nei social network. La rete consente di ampliare e mantenere i contatti anche con persone che non si conoscono e ciò, per i minori, può essere un bene o un male a seconda di chi si incontra dall’altra parte. Attualmente nelle condizioni contrattuali di Facebook, per poter utilizzare il noto social netork è prevista un’età di 13 anni. Il problema è che per aprire un account, giuridicamente, si conclude un contratto ed un 13enne non ha la capacità di agireper poterlo fare. Problemi ci possono essere anche con la validità in ordine alla fornitura del consenso al trattamenti dei dati personali, che poi vengono trattenuti e divulgati tramite la piattaforma e, in tal modo, gestiti dalla società titolare dei diritti sulla piattaforma e dai terzi che ne hanno accesso. Il capitolo dei rischi a cui sono sottoposti i minori su Internet è particolarmente complesso e non concerne solamente i rischi di aggressioni provenienti dall’esterno, ma anche dalla cattiva gestione dei propri dati personali e da tracce che oggi si lasciano (e che purtroppo rimangono) anche quando un domani si vorrebbero eliminare, perché si diventa più maturi o ci si trova a vivere in contesti non allineati con lo stile di vita o le scelte personali che hanno connotato il periodo di vita pregresso (si pensi alle ripercussioni di immagini, video e informazioni sul colloquio di lavoro che si andrà a fare domani o sulle relazioni affettive di domani). L’uso del social network da parte dei minori, al di là del problema legato alla capacità di concludere il contratto per l’utilizzo della piattaforma, concerne la capacità di controllare l’utilizzo dello strumento, di averne consapevolezza anche per ciò che concerne le conseguenze future. Concerne inoltre la capacità di portare a maturazione quegli skills comportamentali che possono preservare dai rischi attuali e futuri. Fino ad una generazione fa, i genitori erano in grado di fornire ai propri figli gli “anticorpi” per cavarsela (nel mondo reale), anche allorché ci si imbatteva in persone mai viste prima, ad iniziare dal vecchio adagio “non accettare caramelle da sconosciuti” (il che non implicava necessariamente il “non fare conoscenza con gli sconosciuti”). Ora la realtà sociale e tecnologica è profondamente mutata e le relazioni avvengono spesso on-line, tramite social netowrk, ove si propongono e si accettano offerte di “amicizia” tra persone che non si conoscono, che possono anche dichiarare identità fittizie o, in tutto o in parte, false. Oggi, in una realtà in cui molti genitori hanno spesso difficoltà a comprendere cosa sia un social network e non riescono ad offire ai loro ragazzi quei suggerimenti che aiutano questi ultimi a gestire le relazioni in ambiente telematico, i giovanissimi sono tenuti a fare da soli, prendendosi ciò che di bello la rete offre, ma anche esponendosi a rischi che inevitabilmente ciascun ambiente sociale presenta, sia on-line che off-line. Va a mio avviso stimolata questa presa di coscienza nei giovanissimi ed offerti gli strumenti per comprendere quali siano questi skills, individuando le best practice e le malpractice nelle condotte on-line. I programmi sull’e-safety, che prevedono una serie di progetti finanziati anche dall’UE, vanno proprio in questa direzione. Pertanto, rapportandomi alla Sua conclusione, credo convenga con me che il “male”, così come il “bene”, non stia solamente da una parte (on-line o off-line, nell’ambiente telematico o in quello del c.d. mondo reale) ed anche dalle mura della villetta di famiglia, lì accanto, c’era chi navigava su Internet e su facebook. Certo, sono d’accordo con Lei sul messaggio di fondo: va evitata la demonizzazione dello strumento telematico, di per sè tendenzialmente neutro e vanno esaltate anche le straordinarie potenzialità che la Rete offre, anche ai giovanissimi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Apprezzo il Suo post, perché fornisce diversi spunti di riflessione, sia legati alla fattispecie da Lei richiamata, sia ad un livello più generale. Come ben sa, in caso di scomparsa, così come nelle ipotesi in cui si indaga su una determinata questione (e parlo non solo di investigazioni condotte dalle autorità giudiziarie, ma anche delle indagini giornalistiche [ed intendo riferirmi sia al giornalismo professionale che a quello partecipativo] o di altro tipo) non vi sono ipotesi da scartare a priori ma vanno vagliate tutte, per poi essere analizzate e verificate, validate o invalidate. Ogni indizio ed ogni fonte concorre al fine di giungere, a distanza di tempo, ad una data verità, che anch’essa deve essere poi sottoposta a vaglio. Così come per tutte le verità a cui si perviene dopo un’indagine, la verità, a mio avviso, non può considerarsi mai definitiva, potendo una tesi essere nuovamente invalidata allorché ricorrano elementi contrari, anche a distanza di tempo. Del resto, è la base del metodo scientifico suggerito da Popper, secondo cui una data verità scientifica è tale fin tanto che non venga smentita ed il metodo scientifico, così come quello investigativo, presuppongono l’individuazioni di tesi possibili e la loro messa alla prova, come in una sorta di stress test, per essere smentite ove in ciò si riesca.<br />
Non vedo nulla di strano pertanto se, nei primi giorni dalla scomparsa della quindicenne puglise, siano state vagliate anche le ipotesi legate ai contatti on-line. Il modo di procedere, volto a vagliare l’attività relazionale svolta on-line e tramite telefonia, è ormai prassi investigativa quotidiana (con uso ormai capillare della computer forensics anche al di fuori dei casi di computer crimes, computer related crimes o di cyber crimes). Analizzare l’attività svolta on-line dalla persona scomparsa o dalla vittima, inoltre, non implica necessariamente la demonizzazione della rete o la circostanza che la rete sia piena di aggressori. La rete riflette quello che c’è anche nella realtà, sia in negativo che in positivo.<br />
Sulla fattispecie da Lei segnalata, a me non stupisce tanto che si siano cercati i responsabili anche nella Rete. Basti considerare, tra l’altro, che nei contatti facebook della ragazza di Avetrana c’era anche la cugina, ora implicata nella vicenda. In ogni caso c’erano gli amici delle due ragazze, le cui “conversazioni” on-line possono assumere un significato nel percorso che porta alla scoperta della verità. A livello investigativo andava monitorato tutto, salvo poi fare le verifiche del caso, le quali, ovviamente, spettano agli addetti ai lavori.<br />
Allargando il discorso in termini generali, invece, affermare che la Rete non presenti rischi per i minori che si affacciano on-line finirebbe per essere un po’ riduttivo. Sono d’accordo sul fatto che la Rete non sia fatta di solo pericoli, anzi, che sia il luogo dove si celebrano e si attuano le libertà e i diritti fondamentali della persona, con copertura costituzionale, ad iniziare dal diritto all’informazione, declinato nelle sue diverse accezioni (diritto di rievere e ricercare informazioni; diritto di fare informazione e di manifestare liberamente il proprio pensiero), nonché al diritto di riunione e di associazione, e così via, diritti che la carta costituzionale, all’art. 2, riconosce e garantisce anche nelle diverse formazioni sociali in cui è possibile sviluppare la propria personalità e, dunque, anche su Internet, nei social network. La rete consente di ampliare e mantenere i contatti anche con persone che non si conoscono e ciò, per i minori, può essere un bene o un male a seconda di chi si incontra dall’altra parte. Attualmente nelle condizioni contrattuali di Facebook, per poter utilizzare il noto social netork è prevista un’età di 13 anni. Il problema è che per aprire un account, giuridicamente, si conclude un contratto ed un 13enne non ha la capacità di agireper poterlo fare. Problemi ci possono essere anche con la validità in ordine alla fornitura del consenso al trattamenti dei dati personali, che poi vengono trattenuti e divulgati tramite la piattaforma e, in tal modo, gestiti dalla società titolare dei diritti sulla piattaforma e dai terzi che ne hanno accesso. Il capitolo dei rischi a cui sono sottoposti i minori su Internet è particolarmente complesso e non concerne solamente i rischi di aggressioni provenienti dall’esterno, ma anche dalla cattiva gestione dei propri dati personali e da tracce che oggi si lasciano (e che purtroppo rimangono) anche quando un domani si vorrebbero eliminare, perché si diventa più maturi o ci si trova a vivere in contesti non allineati con lo stile di vita o le scelte personali che hanno connotato il periodo di vita pregresso (si pensi alle ripercussioni di immagini, video e informazioni sul colloquio di lavoro che si andrà a fare domani o sulle relazioni affettive di domani). L’uso del social network da parte dei minori, al di là del problema legato alla capacità di concludere il contratto per l’utilizzo della piattaforma, concerne la capacità di controllare l’utilizzo dello strumento, di averne consapevolezza anche per ciò che concerne le conseguenze future. Concerne inoltre la capacità di portare a maturazione quegli skills comportamentali che possono preservare dai rischi attuali e futuri. Fino ad una generazione fa, i genitori erano in grado di fornire ai propri figli gli “anticorpi” per cavarsela (nel mondo reale), anche allorché ci si imbatteva in persone mai viste prima, ad iniziare dal vecchio adagio “non accettare caramelle da sconosciuti” (il che non implicava necessariamente il “non fare conoscenza con gli sconosciuti”). Ora la realtà sociale e tecnologica è profondamente mutata e le relazioni avvengono spesso on-line, tramite social netowrk, ove si propongono e si accettano offerte di “amicizia” tra persone che non si conoscono, che possono anche dichiarare identità fittizie o, in tutto o in parte, false. Oggi, in una realtà in cui molti genitori hanno spesso difficoltà a comprendere cosa sia un social network e non riescono ad offire ai loro ragazzi quei suggerimenti che aiutano questi ultimi a gestire le relazioni in ambiente telematico, i giovanissimi sono tenuti a fare da soli, prendendosi ciò che di bello la rete offre, ma anche esponendosi a rischi che inevitabilmente ciascun ambiente sociale presenta, sia on-line che off-line. Va a mio avviso stimolata questa presa di coscienza nei giovanissimi ed offerti gli strumenti per comprendere quali siano questi skills, individuando le best practice e le malpractice nelle condotte on-line. I programmi sull’e-safety, che prevedono una serie di progetti finanziati anche dall’UE, vanno proprio in questa direzione. Pertanto, rapportandomi alla Sua conclusione, credo convenga con me che il “male”, così come il “bene”, non stia solamente da una parte (on-line o off-line, nell’ambiente telematico o in quello del c.d. mondo reale) ed anche dalle mura della villetta di famiglia, lì accanto, c’era chi navigava su Internet e su facebook. Certo, sono d’accordo con Lei sul messaggio di fondo: va evitata la demonizzazione dello strumento telematico, di per sè tendenzialmente neutro e vanno esaltate anche le straordinarie potenzialità che la Rete offre, anche ai giovanissimi.</p>
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