Cloud computing. Ecco cos’è

Mi ha colpito, per la sua straordinaria semplicità ed efficacia nella comunicazione, questo video sul cloud computing, che ha la pretesa di spiegare ai non addetti ai lavori in che cosa consiste.

Ebbene, come emerge dal semplice e divertente filmato, il sistema consente di risolvere alcuni importanti problemi: disponibilità dei file in qualunque parte del mondo, purché si disponga di un collegamento ad internet; facilità estrema nella condivisione dei file; alcune garanzie supplementari in caso di back-up; etc.

Il sistema presenta però, accanto alle evidenti utilità, anche taluni inconvenienti.

Ideato più per la condivisione dei file che per esigenze di riservatezza, potrebbe condurre a qualche rischio (non ben evidenziato nel video) relativo alla protezione dei dati ed al know-how aziendale, industriale, commerciale, professionale o semplicemente personale.

I file sono in un’area ubicata in un qualche luogo su un server remoto, accessibile on-line.

I problemi sono legati all’assenza dei controlli sulla sorte dei file immessi nel cloud computing (sulle “nuvole”). Che sorte hanno? Chi può realmente accedervi? Chi mi assicura che non vengano duplicati e conservati o comunicati al di fuori delle autorizzazioni dell’avente diritto? etc.

Insomma, si risolvono alcuni problemi sulle misure di sicurezza in tema di protezione dei dati personali (ad esempio: maggiori garanzie di accesso ai dati; maggiore tutela contro l’eliminazione o la perdita, anche accidentale, dei dati) ma se ne vengono a creare altri (ad esempio: aumento considerevole delle vulerabilità relativamente ai rischi di accesso non autorizzato ai dati o di comunicazione e diffusione, perdita di riservatezza; etc.).

Il filmato sostiene che bisogna fidarsi del provider a cui si affidano i dati.

Chiaramente, per un uso professionale sarebbe auspicabile intervenire non solo sulle soluzioni tecniche che consentano di incrementare gli standard di sicurezza informatica, ma anche sulle soluzioni giuridiche.

Ad esempio, potrebbero essere previste clausole di garanzia e di manleva o clausole penali a carico del fornitore in caso di verificarsi dell’evento addotto a rischio o, ancora, una adeguata copertura assicurativa da parte di chi si affida al cloud computing, per arginare il c.d. rischio informatico connesso all’uso del cloud computing.

In materia di cloud computing si è espresso piuttosto criticamente Stallman, laddove, in una intervista rilasciata al Guardian (si veda qui per una sintetica traduzione):

(…) Richard Stallman, founder of the Free Software Foundation and creator of the computer operating system GNU, said that cloud computing was simply a trap aimed at forcing more people to buy into locked, proprietary systems that would cost them more and more over time.

It’s stupidity. It’s worse than stupidity: it’s a marketing hype campaign,” he told The Guardian.

“Somebody is saying this is inevitable – and whenever you hear somebody saying that, it’s very likely to be a set of businesses campaigning to make it true.”

Ed ancora, nell’illustrare i motivi che rendono scolsigliabile l’uso del cloud computing, Stallman osserva::

One reason you should not use web applications to do your computing is that you lose control,” he said. “It’s just as bad as using a proprietary program. Do your own computing on your own computer with your copy of a freedom-respecting program. If you use a proprietary program or somebody else’s web server, you’re defenceless. You’re putty in the hands of whoever developed that software.”

Sul tema, appena accennato in queste righe per finalità esclusivamente divulgative, ritornerò appena ne avrò l’occasione con alcuni approfondimenti.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

Information Society & ICT Law

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Una risposta a Cloud computing. Ecco cos’è

  • Enrico scrive:

    Visto che si parla di cloud computing, credo che possa essere utile e interessante sapere che ci sarà un evento dedicato al Cloud anche il prossimo 7 aprile: Nextvalue e CIOnet.com infatti presentano a Milano i risultati della ricerca condotta sul Cloud Computing 2011.
    Credo sia interessante partecipare perchè già da alcuni dati offerti nell’anticipazioni della ricerca escono rivelazioni importanti: ad esempio che ben il 60% dei 300 CIO intervistati in Europa ha dichiarato di aver avviato progetti e iniziative in Cloud nel 2011.
    Sembra che stia davvero prendendo piede!
    Qui un Video dell’evento http://goo.gl/ZGKRD, e qui il sito per registrarsi, http://goo.gl/Xhcqb. Io ci vado!

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