Immagini Foto e Video

Ragazzi in Rete. Avviso ai naviganti

 

 

 

Il Lions Club Imola Host e le Scuole medie imolesi, in collaborazione con Polizia Postale e delle Comunicazioni, Google, Telefono Azzurro, Università di Bologna (CIRSFID) e Adiconsum, hanno organizzato due incontri per genitori ed insegnanti sul tema della educazione all’uso dei nuovi media.

Calendario degli incontri:

 

Primo incontro

Data: 14 marzo 2012 ore 17:00 – Luogo: Imola, Palazzo Sersanti

Relatori:

  • Alberto Di Gabriele – Polizia Postale e delle Comunicazioni
  • Laura Bononcini – Google Italy
  • Fabio Bravo – Università di Bologna

Secondo incontro

Data: 21 marzo 2012 ore 17:00 – Luogo: Imola, Sala BCC ex Cinema Centrale

Relatori:

  • Monica Palmirani – Università di Bologna
  • Giovanni Salerno – Telefono Azzurro
  • Giuseppe Gabriele – Adiconsum

Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero fino ad esaurimento dei posti liberi

 Per informazioni: michele.martoni@unibo.it

Link dell’evento sul sito del CIRSFID – Università di Bologna

Volantino in PDF

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Foto di bambino nudo, di tre anni, su Google Street View. Quale privacy?

Su Google Steet View sono state immortalate le immagini di un bambino di soli tre anni che giocava nudo nel giardino, di proprietà privata, a casa della propria nonna, in una cittadina vicino Manchester.

*

Come riportato dal quotidiano Daily Mail e ripreso dal portale del Gruppo AdnKronos,

Una mamma britannica è andata su tutte le furie quando ha scoperto sul web la foto del suo bambino di tre anni che giocava nudo nel giardino della nonna che abita poco distante. E’ successo a Walkden, Greater Manchester, dove la 25enne Claire Rowlands navigando in rete con il servizio ‘Street View’ di Google, e ha visto gli scatti con il figlio Louis.

La targa dell’auto parcheggiata all’ingresso dell’abitazione era stata oscurata, ma l’immagine di Louis che indossava solo le scarpe era ben visibile, riporta il quotidiano ‘Daily Mail’, spiegando che in un’altra foto, scattata pochi minuti dopo, era ben riconoscibile anche il volto del bambino.

*

Ed ancora, vengono riportate le dichiarazioni della madre:

“Una immagine così nitida da essere indecente – ha detto la donna – La mia preoccupazione è che possano vederla dei pedofili e non voglio che mio figlio nudo sia mostrato a tutto il mondo”, ha aggiunto la Rowlands che ha già ottenuto le scuse di Google e la cancellazione delle immagini.

*

Quale privacy si sta delineando nella società dell’informazione?

Altra fonte aggiunge:

La madre ha inoltre sottolineato che il bambino era su proprietà privata. “Bisognerebbe chiedere il permesso prima di scattare foto in luoghi privati. Google ha chiesto scusa per l’accaduto e ha oscurato l’immagine del piccolo Louis. Abbiamo provveduto appena ci è stato notificato l’errore, ha detto una portavoce.

*

E’ sufficiente per il Provider provvedere appena ricevuta la “notifica” dell’interessato?E se la madre del bambino non si fosse accorta della presenza dell’immagine di suo figlio sul web?

E’ possibile organizzare una raccolta massiva delle immagini tramite operatori umani (che guidano la Google Car) e poi trattare le immagini raccolte dandone diffusione mondiale senza portare il peso della responsabilità del controllo preventivo?

La domanda è retorica, ovviamente, ed a mio avviso non può che avere una risposta negativa a fronte delle attività con cui il servizio in questione, nei suoi diversi step, viene realizzato.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

Information Society & ICT Law

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Il vertice di Toledo e la decisione sui body scanner

Durante il vertice di Toledo svoltosi nei giorni scorsi, l’UE ha deciso di attendere l’esito degli studi sugli effetti dei body scanner sulla salute, al fine di scongiurare eventuali pericoli. Come preannunziato tempo addietro, tuttavia, Maroni pare sia intenzionato a voler avviare ugualmente l’installazione dei body scanner nei tre aeroporti italiani di Roma, Milano e Venezia.

Oltre alla lesione della salute, i rischi legati all’introduzione dei body scanner riguardano anche il problema dell’aggressione alla dignità umana ed alla privacy.

I body scanner, tra l’altro, possono memorizzare le immagini ed i suoni (compreso le voci) emessi all’interno della cabina e, anche ove ciò  fosse vietato ex lege, non è detto che poi non vi siano casi in cui immagini e audio non vengano salvati lo stesso.

La storia ci insegna. Si ricorderà, ad esempio, che in occasione dei noti episodi dell’11 settembre, sono stati resi pubblici i contenuti degli sms inviati e ricevuti dai soggetti coinvolti nella strage, non solo dopo il momento dell’attentato, ma anche ore prima. Chi sorveglia i cittadini, chi memorizza i dati, chi li veiola ai media consentendone la diffusione?

Con i body scanner potrebbe avvenire la stessa cosa con immagni e audio regstrati anche senza autorizzazioni o in violazione di norme di legge. L’introduzione dei body sanner, poi, potrebbe rivelarsi totalmente inefficace per via delle numerose possibilità di aggiramento, dato che, com’è noto, le cavità corporee non possono essere controllate con tali strumenti.

Come già sostenuto, le strategie di contrasto per la lotta al terrorismo negli aeroporti, in altre parole, potrebbero percorrere altre strade.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

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Foto su Internet. Sfruttamento dell'immagine a fini commerciali senza il consenso dell'interessato

Accade spesso che si approfitti della facile reperibilità su Internet (in particolare sui profili di Facebook e di altri social network) delle immagini che ritraggono persone note e non note per acquisirle senza il consenso dell’interessato o dell’avente diritto ed utilizzarle per scopi diversi.

V’è giurisprudenza consolidata che affronta il tema dell’illiceità dell’utilizzazione dell’immagine altrui, senza il consenso dell’interessato, accordando il relativo risarcimento del danno.

Recentemente sul tema si è espresso anche il Garante per la protezione dei dati personali, il quale ha ribadito, per quanto di sua compentenza, il principio secondo cui l’utilizzazione per scopi commerciali dell’immagine di un personaggio noto presa da Internet senza il consenso dell’interessato è illecita, in quanto viola anche le disposizioni in materia di protezione dei dati personali e pertanto va inibita.

Il caso riguardava l’utilizzazione, da parte di uno studio dentistico, di un’immagine di un personaggio noto, prelevata da Internet e riprodotta su 50.000 volantini pubblicitari distribuiti per scopi commerciali.

Ovviamente il Garante per la protezione dei dati personali non ha accordato il risarcimento del danno, in quanto, com’è noto, le decisioni in ordine alle richieste risarcitorie attengono alla compentenza dell’autorità giudiziaria, alla quale l’interessato potrà a tal fine rivolgersi ove intendesse ottenere il dovuto ristoro.

La condotta esaminata dal Garante, si noti, viola contemporaneamente sia le norme del codice civile dediate alla tutela dell’imagine, sia quelle contenute nella legge sul diritto d’autore, sia quelle del codice in materia di protezione dei dati personali.

Riporto di seguito il comunicato del Garante, contenuto nella Newsletter n. 333 dell’11 gennaio 2010:

Sfruttamento illecito dell’immagine: stop del Garante
Non è possibile sfruttare commercialmente l’immagine di una persona, anche se nota, senza il suo consenso.

Lo ha stabilito il Garante affrontando il caso di una donna di spettacolo, impegnata anche in politica, che aveva casualmente scoperto la sua fotografia su alcuni volantini pubblicitari utilizzati per reclamizzare servizi odontoiatrici. L’interessata aveva diffidato il centro dentistico dal proseguire il volantinaggio ma, dopo aver scoperto che le pubblicità erano ancora in distribuzione presso una delle sedi dello studio, aveva chiesto l’intervento del Garante.

Dagli accertamenti avviati dall’Autorità è emerso che lo studio professionale aveva scaricato la fotografia della donna da un sito web e, senza il consenso dell’interessata, l’aveva poi stampata su 50.000 volantini.

L’Autorità – anche sulla base di quanto stabilito dalla disciplina sul diritto d’autore – ha sottolineato che la riproduzione e la divulgazione del ritratto di una persona nota senza il suo consenso, anche nel caso in cui si tratta di un’immagine liberamente reperibile su internet, è lecita soltanto se risponde a esigenze di “pubblica informazione” e non ad altre finalità, in particolare quelle commerciali.

Essendo stati violati i principi di liceità e correttezza fissati dal Codice privacy, il Garante ha dunque vietato allo studio dentistico l’ulteriore trattamento, in qualunque forma, della foto della donna, inclusa la distribuzione, presso le diverse sedi, dei volantini già stampati.

L’Autorità ha, inoltre, avviato un autonomo procedimento per l’eventuale contestazione delle sanzioni amministrative relative alle violazioni alla normativa sulla privacy commesse dallo studio dentistico.

Qui, invece, è possibile scaricare il provvedimento del Garante, in versione integrale.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

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