e-Government

Identità digitale e accreditamento degli Identity Providers

L’AgID (Agenzia per l’Italia Digitale) ha varato il regolamento per l’accreditamento e la vigilanza dei gestori dell’Identità digitale al fine di giungere, entro dicembre 2015, all’attuazione del Sistema Pubblico per la Gestione dell’Identità Digitale (SPID) nei rapporti con la P.A., con il rilascio delle prime identità digitali a cittadini e imprese.

Entro i successivi 24 mesi è previsto che tutte le P.A. permetteranno di accedere ai propri servizi attraverso le identità digitali rilasciate dal sistema SPID.

L’accreditamento dei Gestori dell’Identità Digitale (Identity Providers) è prevista per il 15 settembre.

Il predetto regolamento è accompagnato da altri tre, consultabili a questo link:

  • il regolamento recante le caratteristiche del sistema pubblico per la gestione dell’identità digitale
  • il regolamento recante tempi e modalità di adozione del sistema da parte delle pubbliche amministrazioni e delle imprese
  • il regolamento relativo alle regole necessarie ai gestori di identità digitale per il riuso delle identità pregresse

 

 

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Deposito online di domande di brevetto, marchio e disegno industriale

E’ possibile, a partire da oggi 2 febbraio 2015, depositare direttamente on-line le domande di brevetto, marchio e disegno industriale.

Fabio Bravo | www.fabiobravo.it

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Le modiche del CAD. Nuovi scenari di dematerializzazione

Il Codice dell’Amministrazione Ditigale (CAD), d.lgs. 82/2005, è stato recentemente modificato – da ultimo – con il d.lgs. 235/2010 (cfr. versione aggiornata del CAD).

Vi segnalo, al riguardo, che il C.I.R.S.F.I.D. dell’Università di Bologna sta organizzando a Ravenna il 28 aprile 2011 un interessante Convegno dal titolo “Le modifiche del CAD: Nuovi scenari di dematerializzazione” (qui il programma).

Il Coordinamento Scientifico è stato affidato alla Prof. Monica Palmirani e all’Avv. Michele Martoni del CIRSFID dell’Università di Bologna.

Pur non potendo essere presente al Convegno per concomitanti impegni non rinuncio a segnalarVi, in tema di dematerializzazione, i risultati di un lavoro di ricerca svolto qualche anno addietro proprio presso il CIRSFID, in un team di lavoro coordinato dalla Prof.ssa Palmirani, a cui ho partecipato insieme a Michele Martoni e a Chiara Rabitto. Ho esposto i risultati di lavoro di ricerca in un mio e-book dal titolo “Dematerializzazione dei flussi cartacei in entrata. Il servizio postale come “front office” e “pre-back office” della P.A. Digitale“.

Fabio Bravo

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Privacy. Le linee guida del Garante per la pubblicazione online di dati e informazioni da parte della P.A.

Dopo un periodo di consultazione pubblica, il Garante per la protezione dei dati personali ha pubblica la versione definitiva delle “Linee guida in materia di trattamento di dati personali contenuti anche in atti e documenti amministrativi, effettuato da soggetti pubblici per finalità di pubblicazione e diffusione sul web” (Provvedimento del 2 marzo 2011, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 64 del 19 marzo 2011).

Rimando alla lettura integrale del documento, consultabile al link sopra evidenziato.

Di seguito riporto tuttavia il sommario delle Linee Guida, per far comprendere meglio i settori su cui esse impattano:

Sommario


1. Ambito di applicazione -  1.1. Riscontro all’interessato in caso di accesso ai propri dati personali: non applicabilità delle presenti Linee guida

 

2. Premessa -  2.1.Pubblicazione di dati personali sulla base di espresse previsioni normative – 2.2.Pubblicazione di informazioni personali strettamente necessaria al perseguimento di finalità istituzionali -  2.3.Pubblicazione di informazioni alla luce della recente riforma normativa in materia di trasparenza delle pubbliche amministrazioni -  2.4.Pubblicazione di informazioni personali su richiesta dell’interessato -  2.5.Sindacabilità delle scelte in ordine alla pubblicazione di dati personali

 

3. Trasparenza, pubblicità e consultabilità di atti e documenti: definizioni -  3. 1. Trasparenza 3. 2. Pubblicità -  3. 3. Consultabilità

4. Trasparenza, pubblicità e consultabilità di atti e documenti: valutazione delle tre grandi finalità perseguibili mediante la pubblicazione on line

5. Accorgimenti tecnici in relazione alle finalità perseguite -  5. 1. Motori di ricerca -  5. 2. Tempi proporzionati di mantenimento della diffusione dei dati -  5. 3. Duplicazione massiva dei file contenenti dati personali -  5. 4. Dati esatti e aggiornati

 

6. Fattispecie esemplificative correlate a talune specifiche ipotesi normative

A. Trasparenza -  A. 1. Informazioni riferite agli addetti ad una funzione pubblica -  A. 1.1. Trasparenza dell’attività delle pubbliche amministrazioni senza dati personali -  A. 2. Situazione patrimoniale di titolari di cariche e incarichi pubblici -  A. 3. Ruoli del personale e bollettini ufficiali -  A. 4. Albo dei beneficiari di provvidenze di natura economica

B. Pubblicità degli atti amministrativi e albo pretorio on line -  B. 1. Concorsi e selezioni pubbliche -  B. 2. Graduatorie, elenchi professionali ed altri atti riguardanti il personale

C. Consultabilità di atti e documenti -  C. 1. Elenchi del collocamento obbligatorio dei disabili

 

Fabio Bravo

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EUPL.it. Nuovo layout grafico e nuovi contenuti

EUPL.IT (il sito italiano interamente dedicato alla EUPL, European Union Public Licence) ha ora un nuovo layout grafico e nuove funzionalità.

Oltre allo strumento di traduzione che consente di far apprendere i contenuti anche all’estero, ho riportato in una sezione specifica i contenuti elaborati dalla Community dell’OSOR.EU, al fine di renderli maggiormente fruibili anche per la nostra comunità, nel tentativo di creare un collegametno più strutto tra le due realtà interessate alla diffusione dell’open source nella pubblica amministrazione.

Per chi volesse segnalare progetti, materiali o software in EUPL, può darmene notizia al fine di un loro inserimento sul sito EUPL.it.

Fabio Bravo

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Nuovo CAD, PEC e FAX. Trasmissione di documenti alla P.A. e forma scritta

Il d.lgs. 235/10 ha apportato diverse modifiche al Codice dell’amministrazione digitale (d.lgs. 82/05). Mi ero riproposto di commentare insieme alcuni passaggi, avendone ricevuto diverse sollecitazioni. Una di queste mi è giunta da Cristina Zaffini (A.P. Systems srl), che mi chiedeva alcune riflessioni sulla modifica dell’art. 45, co. 1, del CAD in relazione all’art. 43, co. 6, del D.P.R. 445/2000, in materia di trasmissione di documenti alla p.a.

L’art. 45, co. 1, del CAD ha visto, ad opera dell’art. 31 d.lgs. 235/10, la soppressione dell’esplicito riferimento al fax. Ecco il testo:

“I documenti trasmessi da chiunque ad una pubblica amministrazione con qualsiasi mezzo telematico o informatico [ABROG.: ", ivi compreso il fax"], idoneo ad accertarne la fonte di provenienza, soddisfano il requisito della forma scritta e la loro trasmissione non deve essere seguita da quella del documento originale”

La preoccupazione che mi è stata manifestata è che la modifica sia strumentale all’uso esclusivo della PEC e che talune pubbliche amministrazioni, di fronte ad un quadro sanzionatorio non particolarmente significativo, finiscano per non dotarsi degli strumenti tecnologici innovativi auspicati dalle politiche per l’innovazione della p.a., delineate dal ministro Brunetta.

L’art. 43, co. 6, D.P.R. 445/2010, stabilisce, ancora, che

“I documenti trasmessi da chiunque ad una pubblica amministrazione tramite fax, o con altro mezzo telematico o informatico idoneo ad accertarne la fonte di provenienza, soddisfano il requisito della forma scritta e la loro trasmissione non deve essere seguita da quella del documento originale”.

In tale disposizione, non abrogata, viene mantenuta la menzione del fax, che continua ad essere normativamente accreditato come uno degli strumenti di trasmissione telematico idoneo ad accertare la fonte di provenienza in relazione ai documenti trasmessi alla p.a. e a soddisfare il requisito della forma scritta, senza necessità di far seguire la trasmissione dell’originale.

La lettura sistematica delle norme tutte sopra citate fa apparire del tutto superflua e tecnicamente irrilevante la soppressione dell’inciso “, ivi compreso il fax” dall’art. 45, co. 1, del CAD. L’intento non mi pare sia quello di eliminare il fax o ridurre la sua rilevanza giuridica, sopratuttto in relazione all’equivalenza della forma scritta, a maggior ragione oggi che il fax tradizionale viene progressivamente soppiantato da sistemi elettronici (e-fax), sia in entrata che in uscita.

Che l’intento non sia questo può essere dedotto dal seguenti argomenti:

a) l’inciso soppresso era meramente esemplificativo;

b) il fax è considerato, nel testo di legge, una species rientrante nella ben più ampia categoria indicata con l’espressione “qualsiasi mezzo telematico o informatico”. Dunque, al fax continua ad applicarsi l’art. 45, co. 1, CAD nonostante la soppressione delle parore “, ivi comresop il fax”;

c) continua ad applicarsi l’art. 43, co. 6, del DPR 445/10 (menzionante esplicitamente il fax), senza alcuna contraddizzione con l’art. 45, co. 1, CAD. In entrambi i testi il fax è considerato un “mezzo telematico o informatico idoneo ad accertar[e] la fonte di provenienza” e in grado di soddisfare “il requisito della forma scritta”.

Le due disposizioni sembrano ridondanti ed, in effetti, lo sono.

C’è da chiedersi, allora, il perché della soppressione del riferimento al fax, all’interno dell’art. 45, co. 1, del CAD.

Probabilmente la questione interpretativa è da affrontare in riferimento all’art. 45, co. 2, del CAD, nel quale viene precisato che

“Il documento informatico trasmesso per via telematica si intende spedito dal mittente se inviato al proprio gestore, e si intende consegnato al destinatario se reso disponibile all’indirizzo elettronico da questi dichiarato, nella casella di posta elettronica del destinatario messa a disposizione dal gestore”.

Tale disposizione, infatti, presenta da tempo un testo che si adatta alle modalità di trasmissione della posta elettronica e meno al fax. Si parla espressamente di “casella di posta elettronica” (e di “gestore”), che mal si addicono alla trasmissione tramite fax tradizionale.

Pertanto, senza arrecare danni all’impianto sistematico e senza con ciò escludere il fax dal novero dei documenti trasmessi alla p.a. con valore di forma scritta, se non altro per l’operatività dell’art. 43, co. 6, D.P.R. 445/00, sembra si sia voluta correggere una distonia tra il primo e il secondo comma dell’art. 45 del Codice dell’amministrazione digitale.

La validità del fax, però, continua a rimanere indiscussa anche con la riforma operata dal d.lgs. 235/2010.

Anzi, a ben guardare, la riforma ha apportato anche un’altra significativa modifica: quella di cui all’art. 48, co. 1, CAD dedicato alla posta elettronica certificata, la quale non è più contemplata come tecnologia esclusiva nella dizione normativa.

Al testo originale dell’art. 48, co. 1, CAD, secondo cui

“La trasmissione telematica di comunicazioni che necessitano di una ricevuta di invio e di una ricevuta di consegna avviene mediante la posta elettronica certificata ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68.

è stato infatti aggiunta (ad opera del d.lgs. 235/10) la seguente espressione

“, o mediante altre soluzioni tecnologiche individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, sentito DigitPA”.

La PEC non guadagna terreno, ma sembra perderlo.

Fabio Bravo

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La versione consolidata del nuovo codice dell’amministrazione digitale (d.lgs. 82/2005, aggiornata al d.lgs. 235/2010)

Sul sito Normattiva.it è disponibile la versione consolidata [vers. aggiorn. al 27.1.11] del “nuovo” codice dell’amministrazione digitale il d.lgs. 82/2005 e successive modifiche e integrazioni, da ultimo apportate con il d.lgs. 235/2010.

Qui la stampa in PDF [vers. agg. al 27.1.11].

Qui la finestra di dialogo per ottenere la visualizzazione del testo vigente ad altra data.

Raccogliendo diverse sollecitazioni pervenutemi, appena mi sarà possibile non mancherò di soffermarmi su alcuni aspetti specifici della riforma.

Fabio Bravo

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In Gazzetta Ufficiale il testo integrale del “nuovo codice dell’amministrazione digitale” – d.lgs. 235/2010 (ma non è un nuovo codice)

Il testo integrale del “Nuovo Codice dell’Amministrazione Digitale” (Nuovo CAD) è apparso in Gazzetta Ufficiale n. 6 del 10 gennaio 2011, suppl. ord. 8/L.

Si tratta del decreto legislativo 30 dicembre 2010 n. 235 (d.lgs. 235/2010), intitolato, si noti bene,

Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, recante Codice dell’amministrazione digitale, a norma dell’articolo 33 della legge 18 giugno 2009, n. 69″.

Non si tratta, però, di un nuovo codice dell’amministrazione digitale, visto che la riforma voluta da Brunetta è, nella forma e nella sostanza, una modifica al codice già in vigore (il d.lgs. 82/2005), che continua ed essere norma vingente nel nostro ordinamento giuridico.

Pertanto, il codice dell’amministrazione digitale continuerà ad essere sempre il d.lgs. 82/2005, con le successive modifiche ed integrazioni che sono apportate nel corso del tempo, compreso (da ultima) quella avvenuta con d.lgs. 235/2010.

La presentazione delle modifiche al testo del codice dell’amministrazione come fosse un “nuovo codice” mi sembra tecnicamente poco corretta e forse legata solamente ad esigenze di comunicazione politica.

Le modifiche sono comunque rilevanti, alcune discutibili altre meno. Non mancherò di fornire le mie osservazioni, in queste pagine e nei tradizionali canali accademici e scientifici.

Ecco il link al testo integrale del provvedimento (d.lgs. 235/2010), gentilmente segnalatomi da Angelo Ricciardi di Postel S.p.a., che ringrazio sentitamente.

Fabio Bravo

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Information Society & ICT Law

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Nuovo codice dell’amministrazione digitale (CAD)

Il Consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva il nuovo Codice dell’amministrazione digitale, come riportato in un articolo del Sole 24 Ore del 22 dicembre 2010, ne quale viene riportata una breve sintesi delle principali novità, riprese dalla pagina del sito del Ministrero per la P.A. e l’Innovazione, ove viene annunciata la notizia.

Questo è il testo del comunicato stampa:

Su proposta del Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta, questa mattina il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva il nuovo Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD). Il decreto legislativo supera quello approvato cinque anni or sono per iniziativa dell’allora Ministro Lucio Stanca (decreto legislativo n. 82 del 2005), traccia il quadro legislativo entro cui deve obbligatoriamente attuarsi la digitalizzazione dell’azione amministrativa e sancisce veri e propri diritti dei cittadini e delle imprese in materia di uso delle tecnologie nella comunicazione con la PA. La riforma nasce dalla convinzione che la digitalizzazione dell’azione amministrativa sia una vera e propria funzione di governo, imperniata sui principi di effettività e risparmio. I maggiori benefici si realizzano nei settori sanità e giustizia. Il CAD introduce misure premiali e sanzionatorie, incentivando o sanzionando le amministrazioni con la possibilità di quantificare e riutilizzare i risparmi ottenuti grazie alle tecnologie digitali (principio di effettività). Dalla razionalizzazione della propria organizzazione e dall’informatizzazione dei procedimenti, le pubbliche amministrazioni ricaveranno risparmi che potranno utilizzare per l’incentivazione del personale coinvolto e per il finanziamento di progetti di innovazione (principio di risparmio).
Il nuovo Codice dell’Amministrazione Digitale segna così il passaggio dall’amministrazione novecentesca (fatta di carta e timbri) all’amministrazione del XXI secolo (digitalizzata e sburocratizzata), modernizzando la PA con la diffusione di soluzioni tecnologiche e organizzative che consentono un forte recupero di produttività. La riduzione dei costi di transazione che risulterà da tale processo di digitalizzazione, si rifletterà in un aumento dell’offerta di lavoro e risparmi monetari. Questi possono tradursi, per i consumatori, nell’acquisto di una maggiore quantità di beni forniti dal settore privato e, per le imprese, in una riduzione dei costi unitari di produzione.
Il nuovo CAD e la Riforma della PA sono le leve fondamentali per aumentare l’efficienza e la produttività della PA. Il moltiplicatore del reddito associato a queste misure raggiunge un valore di 1,7. Ipotizzando plausibili elasticità rispetto all’efficienza del settore pubblico, si può pertanto stimare che un incremento del 10% dell’efficienza della PA produrrà nell’arco di 20 anni un aumento cumulato del 17% del PIL.

Entro i prossimi 3 anni (in coerenza quindi con il Piano e-Gov 2012) la nuova PA sarà dunque completamente digitale e sburocratizzata. Queste le tappe del processo:
- entro 3 mesi le pubbliche amministrazioni utilizzeranno soltanto la Posta Elettronica Certificata (PEC) per tutte le comunicazioni che richiedono una ricevuta di consegna ai soggetti che hanno preventivamente dichiarato il proprio indirizzo;
- entro 4 mesi le amministrazioni individueranno un unico ufficio responsabile dell’attività ICT;
- entro 6 mesi le pubbliche amministrazioni centrali pubblicheranno i bandi di concorso sui propri siti istituzionali;
- entro 12 mesi saranno emanate le regole tecniche che consentiranno di dare piena validità alle copie cartacee e soprattutto a quelle digitali dei documenti informatici, dando così piena effettività al processo di dematerializzazione dei documenti della PA. Le pubbliche amministrazioni non potranno richiedere l’uso di moduli e formulari che non siano stati pubblicati sui propri siti istituzionali. Il cittadino fornirà una sola volta i propri dati alla Pubblica Amministrazione: sarà onere delle amministrazioni in possesso di tali dati assicurare, tramite convenzioni, l’accessibilità delle informazioni alle altre amministrazioni richiedenti;
- entro 15 mesi le pubbliche amministrazioni predisporranno appositi piani di emergenza idonei ad assicurare, in caso di eventi disastrosi, la continuità delle operazioni indispensabili a fornire servizi e il ritorno alla normale operatività.

Dopo la Riforma Brunetta della Pubblica Amministrazione (il decreto legislativo n. 150/2009 che ha introdotto meritocrazia, premialità, trasparenza e responsabilizzazione dei dirigenti), l’approvazione del nuovo CAD va a costituire così il secondo pilastro su cui poggia il disegno di modernizzazione e digitalizzazione della PA definito nel Piano industriale presentato dallo stesso Ministro Brunetta nel maggio 2008. Resasi necessaria per effetto della rapida evoluzione delle tecnologie informatiche, la Riforma risponde in maniera puntuale alla necessità di mettere a disposizione delle amministrazioni e dei pubblici dipendenti strumenti (soprattutto digitali) in grado di incrementare l’efficienza e l’efficacia dell’intero sistema pubblico. I cittadini e le imprese richiedono infatti mezzi più snelli, rapidi e meno costosi per comunicare con le pubbliche amministrazioni. L’obiettivo è quindi evitare che strutture obsolete e procedure interminabili continuino a gravare il sistema Italia di costi e di adempimenti tali da scoraggiare l’afflusso di capitali internazionali a vantaggio di Paesi, anche emergenti, che hanno più decisamente imboccato la strada della modernizzazione e della semplificazione amministrativa.

Sul sito ministeriale c’è anche un link che reca la scritta “Il nuovo CAD“, ma, anziché aprirsi il PDF del testo normativo, si apre una presentazione in power point.

Mi sembra pessima la scelta di non rendere immediatamente accessibile il testo nella pagina istituzionale che ne annuncia l’approvazione.

Non diverso è il risultato sul sito di DigitPA che, com’è noto, ha sostituito il CNIPA.

Nella sezione dedicata al Codice dell’Amministrazione Digitale è presente, ad oggi, solo il testo vigente del Codice, ossia il d.lgs. 82/2005 e ss.mm.ii. (successive moficihe ed integrazioni), ma non la versione che lo sostituirà a breve.

Sul sito PADigitale (di PA Digitale S.p.a., non riconducibile, a quanto mi consta, ad alcuna pubblica amministrazione italiana) c’è una pagina interamente dedicata al Nuovo Codice dell’Amministrazione Digitale, intitolata “Testo integrale del Nuovo Codice dell’Amministrazione Digitale“, ma, con grande stupore e molte perplessità, si trova solamente il testo integrale del predetto comunicato stampa e non il testo del codice.

Ci vorrebbe più trasparenza ed una migliore efficacia nell’accesso alle fonti. In fin dei conti siamo nella società dell’informazione e le istituzioni interessate sono quelle deputate a traghettare l’Italia verso l’innovazione.

Fabio Bravo

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Garante Privacy: Le linee guida per la pubblicazione on-line di documenti e informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni

Il Garante per la protezione dei dati personali (Garante Privacy) ha pubblicato, il 22 dicembre 2010, lo “Schema” delle “Linee guida per la pubblicazione online di documenti e informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni“, al fine di consentire la pubblica consultazione fino al 31 gennaio 2011.

Successivamenteverrà emanato il testo definitivo delle Linee Guida.

Fabio Bravo

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