e-cure

Farmaci muniti di chip edibili, Internet e tracciamento dati corporei

chip edibile

Abbiamo dato rilievo, nel precedente post, alle innovazioni più significative del 2008.

 Voglio riprendere il tema dei chip commestibili (o edibili) introdotti per le applicazioni mediche-farmacologiche.

La Proteus Biomedical ha realizzato un sistema che, schematizzando e semplificando, funziona così:

1) la pasticca da ingerire, contenente il prodotto farmaceutico (medicina), contiene un microchip quadrato di appena 1 mm. per lato;

2) il chip, da ingerire insieme alla medicina, è fatto con sostanze tali da renderlo «commestibile»;

3) il chip ingerito rileva, con un tracciamento costante, tutti i dati relativi alle risposte del soggetto al farmaco ingerito (tra cui: pressione del sangue, ritmi respiratori, angolo del corpo per determinare la posizione eretta o supina, etc.);

4) i dati rilevati costantemente dal chip vengono «catturati» da un ulteriore dispositivo, a forma di cerotto, che si colloca sulla pelle del paziente. Tale dispositivo serve ad amplificare il segnale del chip interno ed a trasmetterlo ad un ulteriore dispositivo di elaborazione e di comunicazione esterno al corpo;

5) i dati prelevati dal chip, inviati al dispositivo a forma di «cerotto» e da questo amplificati, vengono strasmessi via Bluetooth ad un sistema di memorizzazione on-line, che può elaborare le informazioni e controllare costantemente la risposta del paziente al prodotto farmaceutico ingerito ed avvertirlo, anche via sms, in caso di necessità o qualora debba riprendere il farmaco.

Sotto un profilo terapeutico l’innovazione è di forte impatto, soprattutto nei casi più gravi.

Le riposte al farmaco vengono constantemente monitorate e ciò consente di avere cura attimo dopo attimo dello stato di salute del paziente. Il sistema, poi, è in grado di interagire con il paziente, ad esempio nel ricordargli via sms (o con altro eventuale sistema) l’assunzione del farmaco secondo la prescrizione medica o se deve interrompere o no l’assunzione del farmaco in relazione alle sue risposte corporee, previa consultazione del medico curante, ad esempio, oppure se deve variare il dosaggio (la posologia).

Il sistema, tuttavia, è di forte impatto anche per la protezione dei dati personali (privacy).

Ciò su cui va posta molta attenzione, infatti, è il fatto che:

1) il monitoraggio è costante e, pertanto, v’è un continuo trattamento di dati personali;

2) si tratti di dati attinenti alla salute e, pertanto, al trattamento occorre porre l’elevato grado di attenzione che la normativa in materia di protezione dei dati personali impone per tali dati;

3) oltre ai dati relativi allo stato di salute v’è la seria possibilità che il trattamento dei dati in questione dia ulteriori informazioni rispetto a quelle relative allo stato di salute ed alla risposta del paziente al farmaco (es. il monitoraggio costante dei ritmi respiratori, della pressione del sangue e dell’angolo del corpo lascia informazioni, per chi ha accesso ai dati, non solo sullo stato di veglia o di sonno del paziente, ma anche sulla sua attività sportiva e su quella sessuale, tanto per fare degli esempi. Poiché il monitoraggio è costante, possono essere in tal modo apprese abitudini e stili di vita del soggetto. Andrebbero adottati, in tal caso, sistemi crittografici per i dati tratati e di mascheramento dell’identità del soggetto, al fine di evitare, per chi non ha le relative autorizzazioni, di risalire all’identità del soggetto interessato);

4) le informazioni vengono trattate anche via Internet e/o via sms, o con altri sistemi di comunicaizone a distanza, e rese disponibili in un “online repository“. Occorre pertanto prestare molta attenzione al flusso dei dati e ai criteri di accesso.

Da questa fonte (“Wired”) riporto alcuni passaggi:

A biomedical company has created a system to embed tiny computers and sensors into drugs and link them to a cellphone or the internet in a bid to make the monitoring of drug efficacy foolproof.

(…)

“We are enabling intelligent medicine by adding sensors to existing therapies so it can be personalized to every individual on a cost-effective basis,” says George Savage, co-founder and chief medical officer of Proteus Biomedical.

(…)

Proteus’ product consists of two parts: an ingestible sensor chip and an external band-aid-like patch. The chips are just 1mm square and 200 microns thick and are attached to pills with a bio-compatible glue. When swallowed the chips send a signal to the patch. The patch has accelerometers and amplifiers to track heart rate, respiratory rate, temperature and body angle to determine if the patient is lying down or standing up.

That information is transmitted via Bluetooth to an online repository and can show how the body is responding to the drug, says Savage.

“This provides automated physiological data that gets uploaded with a time stamp to the internet,” he says. “So when physicians see a patient for a few minutes they know exactly what is going on.”

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