e-Contracting

D.Lgs. n. 21/2014, di attuazione della direttiva 2011/83/UE sui diritti dei consumatori (G.U. n. 58 dell’11.3.2014)

Segnalo che il D.Lgs. 21 febbraio 2014, n. 21, dal titolo “Attuazione della direttiva 2011/83/UE sui diritti dei consumatori, recante modifica delle direttive 93/13/CEE e 1999/44/CE e che abroga le direttive 85/577/CEE e 97/7/CE” è stato pubblicato in G.U. n. 58 dell’11.3.14.

Qui è disponibile il testo completo in PDF, consultabile anche sul sito della Gazzetta Ufficiale o su quello di Normattiva.

Per un primo commento al d.lgs. 21/2014 di attuazione delle direttiva 2011/83/UE si rimanda al paragrafo conclusivo di F. Bravo, I contratti a distanza nell’evoluzione del diritto privato europeo, in G. Alpa (a cura di), I contratti del consumatore, Giuffrè, Milano, 2014, pp. 529-602.

Per un commento più esteso alla disciplina sui contratti a distanza nel codice del consumo e nella direttiva 2011/83/UE si rimanda invece a F. Bravo, I contratti a distanza nel codice del consumo e nella direttiva 2011/83/UE. Verso un codice europeo del consumo, Giuffré, Milano, 2013.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

 

 

 

 

Share and Enjoy:
  • Facebook
  • Twitter
  • MySpace
  • LinkedIn
  • FriendFeed
  • Google Buzz
  • Live
  • del.icio.us
  • RSS
  • email

I contratti a distanza nel codice del consumo e nella direttiva 2011/83/UE. Verso un Codice europeo del consumo

bravo_contratti-a-distanza_consumatori

Segnalo l’uscita del mio ultimo lavoro monografico dal titolo “I contratti a distanza nel codice dle consumo e nella direttiva 2011/83/UE. Verso un codice europeo del consumo“, edito da Giuffrè (Milano), 2013.

L’opera è inserita nella collana “Temi di Diritto Privato e di Diritto Pubblico“, diretta dal Prof. Guido Alpa, che ha anche curato la presentazione del volume.

L’indice e l’abstract, che riporto di seguito, sono consultabili sul sito dell’editore.

 

L’opera analizza in maniera dettagliata e organica la disciplina sui contratti a distanza contenuta nel codice del consumo, offrendo al contempo una lettura sistematica comparata con la nuova disciplina delineata nella direttiva 2011/83/UE (contenente la clausola di armonizzazione massima, che priva gli Stati membri, in sede di recepimento, della facoltà di operare scelte diverse da quelle indicate nel testo comunitario).

L’opera si presenta utile non solo per approfondire l’analisi della disciplina attuale dei contratti a distanza e per cogliere l’evoluzione degli istituti, ma anche per analizzare compiutamente i tanti elementi di novità che la nuova disciplina presenta, tra i quali sono da annoverare: tipizzazione del contratto di vendita e del contratto di servizi in ambito europeo; introduzione di norme specifiche uniformi sul contratto di vendita (passaggio del rischio di perdita o danneggiamento dei beni; obbligo di consegna; etc.), che trascendono l’ambito applicativo dei contratti a distanza; armonizzazione e omogeneizzazione tra disciplina dei contratti a distanza e quella dei contratti negoziati fuori dei locali commerciali; modifiche alla disciplina degli obblighi informativi; contrattualizzazione ex lege delle informazioni precontrattuali; modifica della disciplina in materia di diritto di recesso e introduzione di moduli tipo; introduzione di nuove norme in materia di commercio elettronico e di contenuti digitali; modifiche alla disciplina sulle aste on-line; e così via.

L’analisi che ne deriva, sicuramente utile anche al lavoro di recepimento della direttiva, si colloca in una prospettiva di diritto privato europeo e mette in luce, tra spinte centripete e centrifughe, gli sforzi profusi dalle istituzioni comunitarie per giungere alla progressiva affermazione di un diritto contrattuale uniforme su scala europea.

 

Share and Enjoy:
  • Facebook
  • Twitter
  • MySpace
  • LinkedIn
  • FriendFeed
  • Google Buzz
  • Live
  • del.icio.us
  • RSS
  • email

Ancora sulla garanzia biennale dei prodotti Apple in favore dei consumatori. L’esperienza di Massimo Russo

Avevo affrontato il tema della garanzia biennale della Apple nel precedente post. Vi segnalo, sullo stesso tema, l’esperienza raccontata da Massimo Russo su Cablogrammi, nella quale si evince la difficoltà pratica nel farsi riconoscere la garanzia biennale accordata dal codice del consumo per la vendita di prodotti difettosi, pur formalmente riconosciuta nelle clausole presenti nelle condizioni generali del contratto di vendita della Apple (cfr. art. 10.3, tra l’altro riformulato in maniera più dettagliata proprio in questi ultimi giorni).

Rimane il dubbio sulla legittima pretesa ad invocare la garanzia, dal momento che, nel caso citato, si parla di “fattura”. Infatti è noto che l’acquisto effettuato per scopi professionali o per scopi promiscui rende inapplicazione la disciplina a favore del consumatore, a meno che lo scopo professionale sia da considerare trascurabile e marginale rispetto a quello non professionale (in tal caso la giurisprudenza torna ad ammettere l’applicabilità della disciplina a favore del consumatore).

Tuttavia, il vero problema non è il disservizio verso gli utenti, ma la posizione dei rivenditori, letteralmente schiacciati, per un verso, dal potere economico della società produttrice e, per l’altro verso, dalle previsioni di tutela accordate dal nostro ordinamento giuridico a favore dei consumatori. Così il rivenditore, ove non coincida con il produttore, finisce spesso per assorbire su di sè il costo della riparazione o della sostituzione del prodotto durante il periodo biennale di garanzia.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

Share and Enjoy:
  • Facebook
  • Twitter
  • MySpace
  • LinkedIn
  • FriendFeed
  • Google Buzz
  • Live
  • del.icio.us
  • RSS
  • email

Su Google Books: Contrattazione telematica e contrattazione cibernetica

E’ consultabile su Google Books il mio volume dal titolo “Contrattazione telematica e contrattazione cibernetica“, edito da Giuffrè nel 2007, con la presentazione del Prof. Guido Alpa. Il volume riproduce per intero la mia tesi di dottorato di ricerca in “Informatica giuridica e diritto dell’informatica”  presso l’Università di Bologna, con la quale ho vinto la terza edizione del premio Frosini (verbale).

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

Share and Enjoy:
  • Facebook
  • Twitter
  • MySpace
  • LinkedIn
  • FriendFeed
  • Google Buzz
  • Live
  • del.icio.us
  • RSS
  • email

Fabio Bravo riceve il Premio Nazionale Vittorio Frosini, giunto alla Terza Edizione

Giovedì 15 aprile 2010, presso l’Università di Roma Tre, nell’ambito di un convegno in tema di censura, si è celebrata la consegna del Premio Nazionale Vittorio Frosini, giunto alla sua Terza Edizione.

Il Premio è stato vinto dal sottoscritto, che ha concorso con la propria tesi di dottorato di ricerca in Informatica giuridica e diritto dell’informatica dal titolo “Contrattazione telematica e contrattazione cibernetica, poi pubblicata per i tipi della Giuffrè nella collana del Prof. Guido Alpa “Diritto dell’informatica”.

L’autorevolissima Commissione che ha valutato le tesi di dottorato in concorso era composta dal Prof. Pietro Rescigno (Presidente), il Prof. Vincenzo Zeno-Zencovich e il Prof. Tommaso Edoardo Frosini.

Sono felice ed onorato per l’assegnazione del Premio con cui si celebra la memoria del Prof. Vittorio Frosini, padre e fondatore dell’informatica giuridica in Italia.

Ho conosciuto il Prof. Frosini personalmente. Ho sentito le sue lezioni, ho studiato sui suoi libri, ho avuto l’onore di averlo come Co-Relatore nella tesi di laurea sui problemi giuridici di Internet, all’Università la Sapienza. Ho frequentato anche il suo Istituto di Teoria dell’Interpretazione e di Informatica Giuridica, ove avevo anche concluso il Corso di Perfezionamento in Informatica giuridica, agli albori del mio percorso di approfondimento scientifico con cui ponevo le primissime basi del mio percorso di carriera universitaria.

Oltre che come insigne studioso, capace di precorrere i tempi come pochi altri, ricordo il Prof. Vittorio Frosini con sempre viva emozione per il suo lato profondamente umano. Mi hanno colpito il suo sorriso costante, la sua bontà d’animo e la sua profonda passione per la materia, passione che mi ha trasmesso e che custodisco gelosamente. Ha segnato in maniera indelebile tutta la mia attività scientifica, che nell’attenzione alle nuove tecnologie ha il suo filo conduttore, in una prospettiva inevitabilmente interdisciplinare.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

Share and Enjoy:
  • Facebook
  • Twitter
  • MySpace
  • LinkedIn
  • FriendFeed
  • Google Buzz
  • Live
  • del.icio.us
  • RSS
  • email

I contratti telematici e il commercio elettronico

Vorrei segnalare una pubblicazione recente su un aspetto importante dell’information society e dell’ICT Law:

F. Bravo-A.M. Gambino-F. Tozzi, I contratti telematici e il commercio elettronico, in G. Alpa (a cura di), I diritti dei consumatori, [volume terzo del "Trattato di Diritto Privato dell'Unione Europea" diretto da G. Ajani-G.A. Benacchio], Torino, Giappichelli, 2009, tomo II, pp. 599-635.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

Share and Enjoy:
  • Facebook
  • Twitter
  • MySpace
  • LinkedIn
  • FriendFeed
  • Google Buzz
  • Live
  • del.icio.us
  • RSS
  • email

e-Contracts ed evoluzione dei motori di ricerca. Dopo Bing della Microsoft, ora Squared di Google

Si affaccia un’ulteriore importante novità per le attività contrattuali on-line.

Si vede chiaramente come i motori di ricerca mirano a rispondere ad esigenze più complesse, di selezione e comparazione dei risultati.

Meritevoli di attenzione sono gli sforzi, ancora in fase di sviluppo, di Google «Labs, che lancia la nuova versione/variante di Google, denominata «Squared».

Squared è un aggregatore di contenuti, in grado di presentare in forma di tabella i risultati della ricerca. Per scopi contrattuali potrà essere in grado di analizzare e comparare le offertedi più prodotti, facilitando le decisioni di acquisto on-line.

Ecco un esempio (N.B: nell’ultima colonna, si può provare a digitare «price» per ottenere i relativi prezzi).

Inizia dunque una nuova era, dopo BING, il «decision engine» della Microsoft segnalato nella parte finale del precedene post.

Dall’articolo di la Repubblica dedicato a Squared di casa Google, si legge:

Come funziona. Utilizzare Squared è semplice: se si fa una ricerca sulle razze canine comparirà una griglia con nome, foto, paese d’origine, peso e altezza. Ma si può anche chiedere al software di aggiungere altre colonne, scegliendo tra una serie di attributi (come taglia, vita media, malattie più comuni). Di base compaiono nella pagina i primi sette risultati, ma l’utente può ampliare la tabella cliccando di volta in volta sul link “add next 10 items”. Finchè ci sono dati disponibili. Google Squared entra quindi a pieno titolo nella categoria degli aggregatori di dati “intelligenti”, in grado di pescare dalla rete le informazioni più utili riguardo all’argomento cercato dall’utente, e di struttarle in un database. Il software si pone l’obiettivo di superare la forma di internet come grande calderone di dati non organizzati, restituendoli all’utente in modo per quanto possibile chiaro.

(…)

A chi è destinato. Le categorie che troveranno più utile il nuovo motore di ricerca saranno sicuramente gli studenti e le scuole. Ma, con qualche aggiustamento, potrebbe diventare uno strumento potente anche per le ricerche comparate di prodotti, stile “guida all’acquisto”. Naturalmente, Google Squared, è ancora in beta come nella migliore tradizione di Mountain View.

Dunque, l’evoluzione dei motori di ricerca, con Bing e Squared, sta lasciando intravedere nuove possibilità per le attività contrattuali on-line, che potranno dotarsi di sistemi più ricchi per la selezione ed il controllo dei contenuti, step indispensabile per giungere all’introduzione di veri e propri sistemi di contrattazione cibernetica, basati su agenti software, capaci di sfruttare l’intelligenza artificiale per porre autonomamente in essere decisioni negoziali in ambienti complessi.

La strada appare però ancora lunga.

Come riferisce l’articolo sopra citato, infatti,

«Nonostante sia stato rilasciato solo da poche ore, non manca chi in rete già muove appunti alla nuova creatura di casa Google. I dati spesso non sono precisi, e in molti casi è il software stesso che chiede di inserire contenuti e suggerimenti, secondo la logica dell’user generate content che regola anche Wikipedia».

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

Share and Enjoy:
  • Facebook
  • Twitter
  • MySpace
  • LinkedIn
  • FriendFeed
  • Google Buzz
  • Live
  • del.icio.us
  • RSS
  • email

Strumenti di decision making nell'attività contrattuale on-line. Il decision engine

Venerdì scorso, al Master in Diritto delle Nuove Tecnologie e Informatica Giuridica dell’Università di Bologna, organizzato dal CIRSFID, ho tenuto quattro ore di lezione su commercio elettronico e conclusione del contratto on-line, soffermandomi su alcune teorie che avevo elaborato ed esposto nel mio volume “Contrattazione telematica e contrattazione cibernetica”, pubblicato con la Giuffrè.

Ho avuto modo di soffermarmi anche sulla possibilità delle trattative telematiche via web, che costituisce anche questo un mio vecchio “cavallo di battaglia” preannunciato in alcune lezioni tenute nel 2002 presso l’Università di Roma La Sapienza e oggetto di un percorso di riflessione e ricerca che ha visto le mie prime pubblicazioni sul tema dal 2003 (Cfr. F. Bravo, Le trattative nei contratti telematici, in Contratti, 2003, n. 7, pp. 739 e ss., prelevabile in PDF, draft version, dalla pagina pubblicazioni del mio sito personae).

Ciò che avevo teorizzato, in ordine alla possibilità di trattative telematiche individuali su siti web anche in assenza di applicazioni di intelligenza artificiale (es. software agents), ha avuto successivamente l’adesione di dottrina autorevole (compreso quella del Prof. Giovanni Perlingieri, che conferma in toto nel 2004, nell’opera curata dalla Prof.ssa Daniela Valentino, quanto avevo pubblicato nel 2003, ma adesivamente si sono espressi anche altri rilevanti autori) e qualche voce dissenziente, compreso quella significativa di Emilio Tosi che, a commento di ciò che avevo scritto, ribadiva l’idea che la trattativa contrattuale via web non rispondese all’idealtiplus di contratto telematico stipulato tramite sito Internet, per il quale la trattavia sarebbe negata, in quanto l’unica alternativa rimarrebbe quella tra il sì ed il no da utilizzare per l’accettazione o il rifiuto delle condizioni generali immodificabili di un contratto per adesione, che, in caso di accettazione, verrebbe a concludersi tramite pressione del “tasto negoziale virtuale”.

Proprio a dimostrare la fattibilità e la praticabilità con successo della negoziazione on-line delle clauole contrattuali, oltre ad alcuni miei scritti teorici, ho dato impulso al progetto “E-Contract-U”, in fase di ultimazione, destinato a realizzare un sistema on-line di trattativa telematica delle clausole contrattuali. Il sistema  arriva ad una personalizzazione del contratto che si propone di avere, per le clausole o gli elementi di clausola negoziati, i connotati della trattativa individuale.

Nelle prossime settimane indicherò i link ed il materiale di tale progetto, che attualmente si svolge tutto in area riservata.

Più in generale, l’attività contrattuale on-line, compreso quella che ha le pretese di assurgere (un domani) a negoziazione cibernetica, si avvale di strumenti di ausilio diversi, alcuni dei quali allo stadio sperimentale per gli impieghi negoziali (es. agenti software), altri invece già lanciati sul mercato, come i decision engine, che possono essere utilizzati a supporto dell’attività negoziale dell’utente oppure, se automatizzati, a supporto del decision making di strumenti di intelligenza artificiale (agenti software).

L’analisi dei “decision engine”, dunque, si mostra estremamente interessante sotto questo profilo, perché essi rappresentano una evoluzione significativa dei motori di ricerca, finalizzati al supporto delle decisioni, e costituiscono un interessante step intermedio per giungere, con una successiva evoluzione, ad una loro utilizzazione direttamente per l’adozione della decisioni negoziali, che ora si limitano a supportare solamente.

In altre parole, il “decision engine” attuale (come “bing” della Microsoft – cfr. VIDEO e LETTER e articolo su la Repubblica) potrebbe arrivare presto non solo a selezionare le informazioni per aiutare l’utente a compiere le proprie scelte di acquisto, ma anche a completare le operazioni contrattuali al posto dell’utente.

Si apre la strada, cioè, all’avvento effettivo della contrattazione cibernetica, su cui già ho avuto modo di proporre una mia costruzione teorica, con impalcatura differente rispetto a quanto già illustrato in precedenza dalla dottrina, quanto ai problemi ed alle soluzioni giuridiche che si dipanano (cfr. F. Bravo, Contrattazione telematica e contrattazione cibernetica, Giuffrè, Milano, 2007).

E’ bene che su tali temi possa proseguire il confronto scientifico, in modo che, con l’avanzare della tecnologia, la società e chi per essa è tenuto ad adottare in via politica e legislativa le soluzioni più adegate, possa contare su una solida base, evitando quella dannosa improvvisazione che troppo spesso connota le scelte normative di diritto dell’informatica.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

Share and Enjoy:
  • Facebook
  • Twitter
  • MySpace
  • LinkedIn
  • FriendFeed
  • Google Buzz
  • Live
  • del.icio.us
  • RSS
  • email

E-Book n. 2 su DRM e distribuzione B2C

Ho messo a disposizione della comunità l’e-Book n. 2, prelevabile gratuitamente, oltre che in questo post, anche nella pagina “e-Book” del presente blog e nella pagina “pubblicazioni” del sito www.fabiobravo.it

L’e-Book n. 2 è intitolato  “DRM, contrattazione telematica e contrattazione cibernetica mediante agenti software nella distribuzione B2C” ed è il risultato della mia attività di ricerca svolta presso il CIRSFID dell’Università di Bologna nell’ambito di un Progetto di Ricerca di rilevante Internesse Nazionale (PRIN 2003-2005) finanziato dal Ministero dell’università e della ricerca.

Il lavoro di ricerca è stato già pubblicato in versione cartacea, ma, essendomi riservato tutti i diritti al fine di divulgare quanto più possibile i risultati del progetto, Vi ripropongo i contenuti in forma di e-Book, in modo da renderli fruibili e veicolabili con maggiore facilità e diffusione per chiunque fosse interessato.

Il progetto è stato coordinato a livello nazionale proprio dall’Università di Bologna.

Il Coordinatore Nazionale dell’intero progetto di ricerca è stato il Prof. Alberto Musso, che anche in questa occasione ringrazio.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

Share and Enjoy:
  • Facebook
  • Twitter
  • MySpace
  • LinkedIn
  • FriendFeed
  • Google Buzz
  • Live
  • del.icio.us
  • RSS
  • email

Facebook e la scelta delle regole contrattuali

Il rapporto tra la società che gestisce Facebook e gli utenti del servizio di social networking rivela altre sorprese.

I buoni intenti originariamente manifestati per la migliore definizione delle regole contrattuali, in ordine alla gestione del dati degli utenti di Fecebook, si sta scontrando con la difficoltà di una votazione democratica di massa.

Saltata, a seguito della mobilitazione della Rete, l’unilaterale modifica delle condizioni generali di contratto che prevedeva il trasferimento dei diritti di utilizzazione dei dati personali degli utenti anche dopo la cancellazione del profilo dell’utente da Facebook, la società che gestisce il social network ha ritenuto opportuno aprire una fase di consultazione e poi di votazione in ordine alle nuove clausole contrattuali.

Tuttavia, anziché far votare gli utenti sulle nuove clausole introdotte dal Providers, la votazione è stata richiesta per approvare o meno le nuove regole concertate con (parte de)gli utenti.

Stante la mancata pubblicità della votazione e l’inerzia degli utenti, la votazione sembra non abbia raggiunto un quorum sufficiente per ritenere apprezzabile il benché minimo consenso sulle nuove regole. Vero è, però, che non v’è stata neanche una manifestazione di consenso in ordine alla modifica unilaterale delle clausole da parte del fornitore del servizi di social networking, che, al contrario, ha scatenato critiche profonde.

Il resoconto su tale vicenda è ben espresso dall’odierno articolo di Mauro Munafò per La Repubblica.

Per le critiche all’operazione di Facebook si rinvia anche al post dell’associazione Privacy International.

La vicenda evidenzia problemi nella gestione delle relazioni negoziali sui contenuti delle clausole contrattuali, che in realtà non andrebbero gestite in un rapporto uno a molti (one-to-many) ma in un rapporto one-to-one, secondo gli schemi della trattativa individuale, automatizzata ed on-line, dei rapporti contrattuali.

Sul punto si rinvia ancora una volta non solo a quanto da tempo sostenuto nei miei scritti (Cfr. F. Bravo, Le trattative nei contratti telematici, in Contratti, 2003, n. 7, pp. 739 e ss., la cui draft version in PDF è scaricabile da questa pagina; cfr., altresì F. Bravo, Contrattazione telematica e contrattazione cibernetica, Giuffrè, Milano, 2007), ma anche a quanto si sta cercando di fare nel Progetto “E-Contract-U System”, finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ministero della Gioventù, portato avanti dall’associazione “E-Contract-U“, in cui sono andate a confluire, tra le altre, le risorse dello Studio Legale Bravo e quelle di Xcogito srl (Gruppo Unilab).

Nei prossimi mesi, dopo la chiusura del progetto, si darà diffusione ai risultati, che non mancheranno di essere divulgati anche su questo blog.

Per ora si rimanda a questo precedente post, che fornisce una prima traccia del discorso che si sta conducendo.

Fabio Bravo

Share and Enjoy:
  • Facebook
  • Twitter
  • MySpace
  • LinkedIn
  • FriendFeed
  • Google Buzz
  • Live
  • del.icio.us
  • RSS
  • email
EnglishFrenchGermanItalianPortugueseRussianSpanish

My Projects

      EUPL.IT - Sito italiano interamente dedicato alla EUPL

E-Contract-U

Giornalismo Investigativo - Inchieste e Diritto dell'informazione

My Books

My e-Books