Appalti pubblici ICT

Bandi di gara: la stazione appaltante deve scegliere tra fax o PEC

Molto interessante questa ordinanza del Tar Puglia – Lecce del 30 settembre 2010, con cui in sede cauterlare viene sospesa l’efficacia di un bando di gara per un appalto sotto soglia comunitaria al rilievo che nel bando vi sarebbe stata la cumulativa (e non “alternativa”) indicazione del fax e della PEC per la ricezione delle comunicazioni relative alla gara.

Come osserva il sempre attento Marco Scialdone sul suo blog, l’ordinanza motiva l’accoglimento della sospensiva sotto diversi profili, ribadendo che

“la clausola del bando di gara che impone la contestuale disponibilità di più forme di ricezione concernenti le suddette comunicazioni di gara (ossia domicilio, fax e posta elettronica certificata), oltre a non apparire giustificata dalla presenza di particolari situazioni organizzative dell’ente, sembra porsi in contrasto con le previsioni di cui all’art. 79 del codice degli appalti, come da ultimo modificato dal decreto legislativo n. 53 del 2010, il quale individua mezzi alternativi (e non cumulativi) di comunicazione, e ciò anche alla luce della normativa di settore (cfr. decreto-legge n. 185 del 2008) che impone alle società già operanti di munirsi di un indirizzo PEC non prima del mese di novembre 2011“.

Cosa avverrà dopo il novembre 2011?

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

Information Society & ICT Law

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