Caso Sarah Scazzi: sì, è stata ritrovata la carcassa del cellulare. Ma le rilevazioni satellitari militari che risultati hanno dato?

Sul caso di Sarah Scazzi mi ero intrattenuto per le connessioni che la fattispecie presenta con le nuove tecnologie, sia sotto il profilo investigativo, sia sotto il profilo dei rischi connessi all’uso dei social network nel mondo giovanile, sia con riferimento alla privacy e al controllo sociale.

Ora che è stato trovato il cellulare della ragazza scomparsa, si aprono nuovi scenari dal punto di vista investigativo.

Rimane però aperto un interrogativo, al quale, dopo il clamore mediatico connesso alle nuove possibilità offerte dalle tecnologie satellitari, non è stata data ancora una risposta: cosa emerge dalle rilevazioni satellitari militari che il Ministro della Difesa ha reso disponibili?


Nell’attesa di sentire una risposta (e in questa direzione gli organi di stampa dovrebbero lavorare un po’), ricordo l’appello che la mamma di Sarah ha rivolto pubblicamente, raccolto da Mario Diliberto per “la Repubblica”:

“Chiedo a tutti di non dimenticare Sarah. (…) Fate in modo che le ricerche non si fermino”, dice la mamma di Sarah. Ad un mese dalla scomparsa di sua figlia non fa che invocare aiuto.

Di seguito riporto alcune risorse giornalistiche interessanti, con evidenziati alcuni passaggi che maggiormente  colpiscono l’attenzione.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

Information Society & ICT Law

***

1) “Il cellulare di Sarah ritrovato dallo zio Raffica di interrogatori, giallo a una svolta(Quotidiano di Puglia)

È stato lo zio di Sara, papà di Sabrina, la cugina con la quale la 15enne il 26 agosto scorso sarebbe dovuta andare al mare, a trovare il cellulare della ragazzina scomparsa. L’uomo, che non è stato ancora ascoltato dagli investigatori, stava ripulendo dalle erbacce un podere per conto di alcuni conoscenti. Gli investigatori stanno cercando di verificare se il cellulare sia stato abbandonato subito dopo l’allontanamento o il rapimento della minorenne o in un momento successivo alla scomparsa. È stata smentita intanto la notizia che si era diffusa in mattinata sul ritrovamento di altri effetti personali di Sara.

(…)

Il cellulare non ha batteria nè scheda. La certezza che il telefono ritrovato è quello di Sarah viene data dal codice identificativo del cellulare.

***

2)  Lo zio: “Il cuore me lo diceva che era il telefonino di Sarah” (Quotidiano di Puglia)

Emergono i particolari relativi alla presenza di oggetti sul cellulare:

«Il cuore me lo diceva che era il telefonino di Sara». Così lo zio di Sara Scazzi, Michele Misseri, ha spiegato come ha ritrovato oggi il cellulare della nipote. Attaccato al cellulare – ha spiegato l’uomo – c’erano un lucchettino piccolo e un ciondolo a forma di lattina».

Lo stato del cellulare al momento in cui sarebbe stato rinvenuto:

Il telefonino, ha aggiunto l’uomo, aveva la mascherina della parte superiore sollevata, la parte posteriore era invece tutta bruciata.

Le emozioni e i timori riferiti dallo zio di Sarah connessi al ritrovamento del cellulare:

«È stato proprio un caso che lo abbia trovato io – ha continuato – e ho detto ai carabinieri di non dire nulla a nessuno per evitare che la gente potesse dire: “proprio lo zio lo doveva trovare…”. Ma la notizia è circolata lo stesso».

Molto interessanti sono le modalità del ritrovamento:

Michele Misseri spiega anche che ieri aveva lavorato con un amico sul terreno in cui stamani ha trovato il telefonino. «Ieri io e un mio amico (…) abbiamo pulito gli alberi di ulivo e, quando sono andato via, mi sono accorto di aver dimenticato un cacciavite. Stamattina sono andato a recuperarlo e, appena sono sceso dalla vettura, ho visto una cosa bruciacchiata e ho avvertito un colpo al cuore. L’ho preso in mano e ho telefonato a mia figlia» (…).

Qui, a livello investigativo, sorge ovviamente la necessità di interrogare, altre allo zio ed ai proprietari del terreno, anche l’amico dello zio.

***

3) “Avetrana, trovato il telefonino di Sara La scoperta è stata fatta dallo zio (Corriere della Sera)

Ipotesi relative a spostamenti di Sarah, da verificare:

Se si desse credito all’ultimo avvistamento di Sara, intorno alle 14,35 del 26 agosto su viale Kennedy, ad Avetrana, mentre si recava a casa della cugina Sabrina, chi eventualmente l’ha fatta salire a bordo di qualche auto, dovrebbe aver imboccato da quel punto la strada che da Avetrana porta a Nardò e, dopo aver percorso circa sei chilometri, avrebbe svoltato per la provinciale che porta a Maruggio.

Nella zona del ritrovamento del cellulare, che era senza batteria e privo di scheda, sono in corso vaste ricerche con l’aiuto anche di unità cinofile.

***

4)  “Ho visto quel telefono è stato un tuffo al cuore (la Repubblica)

Da quel punto è subito scattata l´ennesima battuta di ricerche. Oltre cinquanta tra volontari della protezione civile e carabinieri si sono addentrati nel fitto uliveto. Si cercano altre tracce. Si cerca Sarah. Il ritrovamento del suo cellulare conferma definitivamente che è stata sequestrata.

Gli investigatori hanno interrogato a lungo lo zio, già sentito con la figlia e la moglie la sera prima. Poi è toccato al suo collega. Si guarda con sospetto al ritrovamento del cellulare, fatto proprio da un familiare.

La coincidenza appare perlomeno strana. Di certo sembra che il nuovo passo in avanti abbia consolidato negli inquirenti il sospetto che Sarah sia salita nella macchina di qualcuno che conosceva. Un amico di cui si poteva fidare e che poi l´ha tradita.

***

5)”Sarah Scazzi, è giallo sulla sorella segreta (Il Secolo XIX)

(…) si sta indagando proprio tra le vicende personali del padre di Sarah, dopo le dichiarazioni su alcuni quotidiani nazionali della madre della ragazzina, Concetta Serrano Spagnolo. La donna ha ipotizzato che il marito abbia un’altra famiglia a Milano, addirittura un’altra figlia: «Eravamo in macchina con mio marito e Sarah stava giocando con il suo telefonino quando vide che nella memoria c’era la foto di una bambina di circa cinque anni con i capelli scuri» racconta la donna.

«Lei sospettò subito e disse al padre: chi è questa, un’altra tua figlia che vive a Milano? Mio marito s’infuriò con lei urlando che non doveva permettersi di curiosare tra le sue cose. Poi si giustificò dicendo che quel telefono lo aveva comprato di seconda mano e che sicuramente la foto apparteneva al vecchio proprietario».

Share and Enjoy:
  • Facebook
  • Twitter
  • MySpace
  • LinkedIn
  • FriendFeed
  • Google Buzz
  • Live
  • del.icio.us
  • RSS
  • email

I commenti sono chiusi.

EnglishFrenchGermanItalianPortugueseRussianSpanish

My Projects

      EUPL.IT - Sito italiano interamente dedicato alla EUPL

E-Contract-U

Giornalismo Investigativo - Inchieste e Diritto dell'informazione

My Books

My e-Books