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Responsabilità del provider e on-line behavioural advertising

Segnalo, per chi fosse interessato, il seminario ordierno su “Responsabilità del provider” (Fabio Bravo) e su “on-line behavioural advertising ed i nuovi servizi integrati di Google”  (Italo Cerno), nell’ambito del Dottorato di Ricerca in “Diritto delle Nuove Tecnologie – Informatica Giuridica” organizzato dal CIRSFID presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Bologna.

Il seminario si svolge dalle 14,30 alle 16,30 presso la Sala Bertrand Russel di via Galliera n. 3.

A questo link è disponibile la locandina del seminario.

 

Seminario sul tema “Google Law” presso l’Università di Bologna

Domani 18 aprile 2012, si svolgerà il Seminario del dottorato in Diritto e Nuove Tecnologie sul tema “Google Law“, organizzato dal CIRSFID dell’Università di Bologna (presso la Facoltà di Giurisprudenza, Via Zamboni n.  22, Aula n. 6, dalle 14:00 – 19:00).

Riporto di seguito il programma, con i relatori e i relativi interventi:

  • 14.00-14.30
    Introduzione: la galassia tecnologica di Google
    Prof. Monica Palmirani, Università di Bologna, CIRSFID
  • 14.30-15.00
    Analisi comparatistica US e EU in tema di responsabilità dell’internet service provider
    Dr. Avv. Marilù Capparelli, Google Italia
  • 15.00-15.30
    Ruolo degli ISP nella nuova disciplina sul diritto d’autore
    Dr. Avv. Guido Scorza, Università di Bologna, CIRSFID
  • 15.30-16.00
    Responsabilità dell’hosting provider e del gestore di piattaforme UGC
    Dr. Avv. Fabio Bravo, Università di Bologna
  • 16.00-16.30
    Trailers on line: la questione del copyright
    Prof. Alberto Musso, Università di Bologna
  • 16.30-17.00
    La SIAE e il Web
    Dr. Stefania Ercolani, SIAE
  • 17.00-17.30
    Keyword advertising e disciplina dei marchi
    Dr. Avv. Giorgio Spedicato, Università di Bologna
  • 17.30-18.00
    Le privacy policy di Google
    Dr. Avv. Pierluigi Perri, Università di Milano
  • 18.00-18.30
    On-line behavioural advertising ed i nuovi servizi integrati di Google
    Dr. Avv. Italo Cerno, Università di Bologna
  • 18.30-19.00
    Discussione e Conclusioni 

Il seminario rientra nel XXVII ciclo del dottorato di ricerca in Diritto e Nuove Tecnologie, sezione Informatica Giuridica.

 

Inviare una email a monica.palmirani@unibo.it per prenotarsi.

Per maggiori informazioni potete scrivere una mail a cirsfid.nuovetecnologie@unibo.it, nonché a cirsfid.dottinfgiur@unibo.it.

Responsabilità degli Internet Service Providers

Domani terrò due lezioni al Master in “Diritto delle nuove tecnologie e informatica giuridica” dell’Università di Bologna (CIRSFID).

La prima verterà sulla “conclusione del contratto telematico” (già oggetto di altra mia lezione al Master in “Diritto Privato Europeo” dell’Università di Roma La Sapienza lo scorso 10 marzo)

La seconda verterà invece sulla “Responsabilità dei prestatori dei servizi della società dell’informazione“.

Sul medesimo tema (Responsabilità degli Internet service providers) terrò anche, ad aprile, una lezione agli studenti del Corso di Dottorato di ricerca in “Diritto e nuove tecnologie” dell’Università di Bologna (CIRSFID).

L’analisi, in ambito giuridico, della “Responsabilità dei providers” nel commercio elettronico costituisce punto centrale dell’attività di ricerca che sto svolgendo presso l’ateneo Bolognese.

La materia è in continua evoluzione, in quanto è attraversata da dirompenti interventi normativi, soprattutto de jure condendo, e da un significativo fermento giurisprudenziale.

L’intensa attività di ricerca, unita all’attività didattica che in questo periodo mi vede occupato anche nei corsi di laurea triennale e specialistica, non mi consentono purtroppo di aggiornare questo blog con la frequenza di un tempo. Per chi fosse interessato ad approfondire, segnalerò tuttavia di volta in volta le mie pubblicazioni scientifiche e gli appuntamenti accademici che mi vedono coinvolto su tali temi nevralgici.

 Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

Ragazzi in Rete. Avviso ai naviganti

 

 

 

Il Lions Club Imola Host e le Scuole medie imolesi, in collaborazione con Polizia Postale e delle Comunicazioni, Google, Telefono Azzurro, Università di Bologna (CIRSFID) e Adiconsum, hanno organizzato due incontri per genitori ed insegnanti sul tema della educazione all’uso dei nuovi media.

Calendario degli incontri:

 

Primo incontro

Data: 14 marzo 2012 ore 17:00 – Luogo: Imola, Palazzo Sersanti

Relatori:

  • Alberto Di Gabriele – Polizia Postale e delle Comunicazioni
  • Laura Bononcini – Google Italy
  • Fabio Bravo – Università di Bologna

Secondo incontro

Data: 21 marzo 2012 ore 17:00 – Luogo: Imola, Sala BCC ex Cinema Centrale

Relatori:

  • Monica Palmirani – Università di Bologna
  • Giovanni Salerno – Telefono Azzurro
  • Giuseppe Gabriele – Adiconsum

Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero fino ad esaurimento dei posti liberi

 Per informazioni: michele.martoni@unibo.it

Link dell’evento sul sito del CIRSFID – Università di Bologna

Volantino in PDF

Volunia

Per lunedì 6 febbraio 2012 è atteso il lancio ufficiale di Volunia, il motore di ricerca made in Italy di Massimo Marchiori, professore associato di informatica all’Università di Padova.

Marchiori, definito come l’inventore dell’algoritmo del motore di ricerca “Google”, ha ora progettato un ulteriore innovativo algoritmo, già testato da mesi sul web. Dopodomani sarà reso liberamente accessibile.

Ecco i link:  www.volunia.comhttp://launch.volunia.com/

Invito a dare credito alla ricerca delle Università italiane. Oltre alla qualità dei risultati, su cui le aspettative sono elevate, c’è tuttavia da vedere se il nuovo motore di ricerca riuscirà a guadagnare fette significative di mercato. Sicuramente l’entrate di un nuovo competitor nel settore dei motori di ricerca rivitalizzerà il mercato e avrà un effetto propulsivo. Si delineeranno presto nuovi scenari e, insieme ad essi, nuove problematiche giuridiche che gli specialisti del settore saranno chiamati ad affrontare.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

*** AGGIORNAMENTO 06.02.2012***

Sulla data di lancio odierna:

Da oggi il motore sarà aperto ai ‘beta-tester’, utenti scelti fra quelli che si sono iscritti al sito, ma se non ci saranno problemi entro pochi giorni l’accesso sarà aperto a tutti.

Sul nuovo algoritmo basato sul “Seek & Meet

“L’esperienza offerta dal nuovo motore appare in effetti in grado di offrire innovazioni radicali: di fatto Volunia offre una pagina di risultati “vivi”, che mescolano la classica ricerca sul web a informazioni in tempo reale su chi visualizza quei risultati in quel momento, come e dove si sceglie di approfondire, quanti utenti hanno cercato e cercano quelle informazioni.

E’ possibile collegarsi a questi utenti come si farebbe su un social network, costruendo una rete di contatti attraverso i risultati.

Insomma un vero laboratorio della ricerca internet, in cui il recupero di informazioni diventa un’attività di cui il fattore umano influenza in modo determinante l’indirizzo.

“”Il social network come si intende oggi è una gabbia – spiega il ricercatore – in cui ci si rinchiude per poter interagire. Volunia rompe questa gabbia, e permette di fare amicizie in base ai reali interessi.

Sì, il nostro motore di ricerca è una rivoluzione: adesso si potrà fare amicizia come nella vita, in un luogo di interesse comune. Che qui sarà il sito che si sta visitando insieme“.

(…) Il motore  (…) ha due parti, simboleggiate dallo slogan ‘seek and meet’ (cerca e incontra). La parte ‘seek’ riguarda le funzioni più proprie del motore di ricerca: Volunia, oltre a trovare i siti correlati alle parole cercate, fornisce una mappa del sito che rimane sempre visibile e permette una migliore navigazione anche al suo interno. La parte ‘meet’ è invece quella che permette la ‘socialita, facendo vedere chi sta navigando all’interno delle pagine cercate, e di interagire.

 

*** AGGIORNAMENTO 08.02.2012***

I beta-tester di Repubblica hanno dato un giudizio non lusinghiero, anche se provvisorio, viste le possibilità di miglioramento per Volunia, non ancora lanciato in versione definitiva.

*** AGGIORNAMENTO 09.02.2012***

Per il Corriere ecco la prova e la valutazione di Federico Cella, su Vita digitale, con alcuni screenshot e il commento di Marchiori alle critiche relative alla non ottimale performance di Volunia.

Per Marchiori attualmente il motore ha indicizzato solamente l’1% di tutta la rete. Quindi Volunia è solo all’inizio…

L’Agenda Digitale Italiana

Al “Progetto Strategico Agenda Digitale Italiana” del Governo Monti fa eco il documento dell’AGCOM dal titolo “Segnalazione al Governo in tema di liberalizzazione e crescita. Un’agenda digitale per l’Italia“.

Da soluzioni incentrate sull’implementazione delle infrastrutture di rete, delineate nel Progetto Strategico, si passa ora ad individuare misure concrete per la crescita, che su quelle infrestrutture poggiano, ma che sono destinate ad andare oltre.

Certo, alcune delle misure segnalate dall’AGCOM sono da ridiscutere perché criticabili e altre da accogliere con entusiasmo e da approdondire, perché lodevoli, ma ciò che più rileva è che finalmente le istituzioni italiane sembra essersi improvvisamente rese conto che il sistema Italia ha urgente bisogno dello sviluppo tecnologico per crescere e per aumentare di competitività.

Miope sarebbe quel Governo che si illude di lasciare tecnologicamente arretrata l’Italia solamente per agevolare lo status quo di un sistema televisivo-centrico sul quale veicolare la diffusione delle informazioni, distribuire opere intellettuali (film, varietà, inchieste, etc.), ospitare talk show, raccogliere proventi pubblicitari.

Lo sviluppo della telematica nel sistema Paese è diventato non più procrastinabile, perché sulla medesima infrastruttura tecnologica possono transitare, al contempo, i servizi della pubblica amministrazione per cittadini e imprese, nuove possibilità di business per le start-up, nuovi mercati per le imprese già presenti sul mercato, nuove modalità di accedere alle informazioni e di comunicare, nonché di fruire di contenuti digitali.

I benefici sarebbero immediati e progressivi, capaci di incidere sia sulla crescita economica e la competitività del Paese, sia sulla crescita culturale e sull’effettivo concreto esercizio dei diritti fondamentali dell’Uomo.

Occorre tenere alta l’attenzione e mobilitare l’opinione pubblica.

Ecco perché continuerò a riproporre il tema su questo blog,  come già fatto in passato, nella speranza di poter contribuire a veicolare la consapevolezza diffusa che lo sviluppo tecnologico sia una priorità per il nostro Paese.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

Google e la pubblicità di attività illecita (e i proventi incassati)

Un interessante articolo del Corriere.it dal titolo “Profitti da pubblicità illegali, Google nel mirino“, di Martina Pennisi, mette in luce alcuni recenti casi di particolare rilevanza, segnalati dalla BBC:

a) il primo caso riguarda

 

“AdWords. Il programma mette a disposizione spazi pubblicitari abbinati ai risultati del motore di ricerca di Mountain View e finisce periodicamente nell’occhio del ciclone per la visibilità concessa ad attività illecite.

L’ultimo caso in ordine di tempo è relativo alla vendita dei biglietti per le Olimpiadi di Londra della prossima estate: è stata la Bbc, su indicazione di un’ascoltatrice del programma5 live Investigates, a segnalare la presenza in testa alle ricerche sponsorizzate di un portale non autorizzato alla vendita di ingressi per la manifestazione sportiva“.

Uno dei punti critici maggiori riguarda il senso di fiducia ingenerato nei fruitori del motore di ricerca per via del posizionamento in testa ai risultati del noto search engine:

Fidandosi della priorità data da Big G al sito LiveOlympicTickets, la donna ha sborsato 750 sterline per seguire i 1.500 metri, ma non ha ricevuto i due biglietti e rischia di perdere il denaro”.

 

Le repliche di Google rese al Corriere.it:

Google, come ha fatto notare all’internauta stessa in cerca di risposte, chiarisce a Corriere.ti che esistono «una serie di regole che illustrano quali annunci pubblicitari possono e quali non possono comparire su Google e vengono applicate e fatte rispettare sia da sistemi automatizzati sia da persone». «Di recente – spiega facendo riferimento al caso in questione – grazie al lavoro effettuato con la polizia, abbiamo rimosso alcuni annunci relativi ai biglietti delle prossime Olimpiadi che violavano tali regole»”.

 

La questione degli introiti:

“Gli introiti ottenuti nei cinque giorni in cui la società fraudolenta, che avendo sede fuori dai confini britannici non è stata ancora intercettata dalle autorità, ha beneficiato dell’involontaria (ma pagata) esposizione rimangono nelle casse del colosso californiano e la polemica monta ulteriormente”.

***

b) il secondo caso riguarda le farmacie canadesi e la normativa statunitense che impone restrizioni alla vendita di medicinali on-line:

“Un caso analogo risalente allo scorso agosto è costato a Google 500 milioni di dollari, cifra versata nelle casse del governo Usa per aver permesso a farmacie canadesi di pubblicizzare la vendita online di medicinali agli internauti statunitensi. La legge a stelle strisce impedisce l’importazione dal Canada di medicine alla stressa stregua, nella specifica situazione di peso (economico) ovviamente inferiore, in cui il London Olympic and Paralympic Act del 2006 si scaglia contro i venditori abusivi di biglietti. “

Robot violinista

Non sarà Paganini, ma è comunque sorprendente la delicatezza del tocco e la precisione delle note (il violino, com’è noto, a differenza di altri strumenti a corda come la chitarra, non ha i “tasti”, essendo il manico privo di barre verticali. Per ottenere una nota “pulita”, dunque, occorre molta precisione nel posizionamento delle dita). Ciò non solo per la mano sinistra, ma anche per quella destra, che muove l’archetto.

Al di là dell’applicazione in ambito musicale, si comprende bene come la robotica sia pronta per impieghi di precisione e intrattenimento. Entrerà presto nelle nostre case come un elettrodomestico evoluto, gioiello di tecnologia avanzata, fino a realizzare presto, con una larga diffusione nei prossimi decenni, scenari simili a quelli delineati da Isaac Asimov o consegnatici dalla cinematografia, come in “I, Robot” con Will Smith.

Fabio Bravo

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Governo Monti: ministri Passera e Barca rilanciano la Banda Larga

In un articolo del Corriere della Sera, dedicato alle nuove manovre del Governo Monti per il rilancio dell’economia, tra le diverse misure si accenna, timidamente, al rilancio della “Banda Larga”.

Nell’articolo, firmato da Enrico Marro, si legge:

Passera e il ministro della Coesione Fabrizio Barca stanno lavorando anche al rilancio della «banda larga», cioè delle infrastrutture per la connessione veloce a internet, partendo dal Sud dove queste sono più carenti.

La direzione mi sembra quella giusta. Vedremo come si svilupperà concretamente quello che, per ora, appare solamente un proposito.

Occorrerebbe che l’opinione pubblica si mobilitasse seriamente, perché è per la banda larga che passa una parte importante dello sviluppo sociale, culturale ed economico del nostro Paese.

Fabio Bravo

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Apple e la garanzia biennale. Multa di 900.000 euro dall’Antitrust

La Apple ha posto in essere pratiche commerciali scorrette nel mercato italiano (e probabilmente anche europeo) con riguardo alla garanzia biennale dovuta nelle vendite commerciali con i consumatori.

Dopo numerosi casi, alcuni segnalati anche su Information Society & ICT Law, l’Antitrust italiana (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato – AGCM), nel corso dell’adunanza del 21 dicembre 2011, ha sanzionato tre società del gruppo Apple per un importo complessivo di 900.000 euro, per due distinte condotte.

Ecco il provvedimento integrale dell’AGCM (82 pag.) e l’estratto (1 pag.)

Come precisato dall’Authority,

In particolare (…) le tre società del gruppo, Apple Sales International, Apple Italia S.r.l. e Apple Retail Italia hanno messo in atto due distinte pratiche commerciali scorrette:

 

1) presso i propri punti vendita e/o sui siti internet apple.com e store.apple.com, sia al momento dell’acquisto che al momento della richiesta di assistenza, non informavano in modo adeguato i consumatori sui diritti di assistenza gratuita biennale previsti dal Codice del Consumo, ostacolando l’esercizio degli stessi e limitandosi a riconoscere la garanzia convenzionale del produttore di 1 anno;

 

2) le informazioni date su natura, contenuto e durata dei servizi di assistenza aggiuntivi a pagamento AppleCare Protection Plan, unite ai mancati chiarimenti sull’esistenza della garanzia legale biennale, erano tali da indurre i consumatori a sottoscrivere un contratto aggiuntivo quando la ‘copertura’ del servizio a pagamento si sovrappone in parte alla garanzia legale gratuita prevista dal Codice del Consumo.

 

In conseguenza dell’accertamento delle due violazioni sono state comminate diverse sanzioni:

Le sanzioni sono pari a 400mila euro per la prima pratica e 500mila per la seconda pratica. Per la prima pratica, l’Autorità ha infatti tenuto conto delle modifiche adottate dalle società del gruppo nel corso del procedimento, in grado di garantire una migliore informazione ai consumatori, riducendo così il massimo edittale di 500mila che è stato invece applicato per la seconda pratica.

 

Tali importi sono stati ripartiti tra le tre società in ragione del loro fatturato, secondo il seguente schema:

 

1) Mancata informazione e riconoscimento della garanzia legale:

 

- Apple Sales International 240 (duecentoquaranta) mila euro;

 

- Apple Italia S.r.l. 80 (ottanta) mila euro;

 

- Apple retail Italia S.r.l. 80 (ottanta) mila euro;

 

2) informazioni fuorvianti per indurre alla sottoscrizione del contratto di assistenza aggiuntiva a pagamento:

 

- Apple Sales International 300 (trecento) mila euro;

 

- Apple Italia S.r.l. 100 (cento) mila euro;

 

- Apple retail Italia S.r.l. 100 (cento) mila euro;

 

Le società, oltre a cessare le pratiche e comunicare all’Autorità le misure assunte per ottemperare al provvedimento, dovranno pubblicare un estratto della delibera dell’Antitrust sul sito www.apple.com in modo da informare i consumatori.

 

La società Apple Sales International, infine, entro 90 giorni, dovrà adeguare le confezioni di vendita dei servizi AppleCare Protection Plan, inserendo l’indicazione sulla esistenza e durata biennale della garanzia di conformità nonché indicando correttamente la durata del periodo di assistenza con riferimento alla scadenza della garanzia legale di conformità (…).

 

Fabio Bravo

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